72ma Commemorazione della strage dei Bimbi di Colle Caldara

Il 30 marzo del 1952, 10 bambini persero la vita tragicamente. Nel bosco in località colle Caldara a Velletri esplose un residuato bellico

di Lorenzo D’Auria e Annagiulia Trinca


Velletri (Rm) – Nella mattinata di sabato 30 marzo Velletri ha commemorato la tragica ricorrenza del 72° anniversario della morte dei bambini. Avvenuta a Colle Caldara il 30 marzo 1952, causata dall’esplosione  di un residuo bellico.

L’Amministrazione Comunale di Velletri, le autorità civili e religiose si sono riunite sul luogo del tragico accaduto per commemorare quelle vite spezzate fin troppo presto dai residui della guerra. Un’ esplosione che causò la morte dei fratelli Italo(13 anni) e Moreno(9 anni), Leandro Petrella(4 anni), i cugini Mario(9 anni) e Marcello Petrella (7 anni), i fratelli Beniamino (12 anni) e Pierino Zaccagnini(9 anni), Alfredo Borro(9 anni), Orlando Bagaglini (14 anni) e Walter Fabrizi(8anni)

Un momento di riunione e preghiera, seguito dalla deposizione della corona d’alloro in loro onore. Don Roberto Mariani, ha celebrato la cerimonia a cui hanno partecipato il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, gli assessori Monia Bastianelli e luca Quattrocchi. Numerosi anche i consiglieri comunali tra cui Martina Petrella e Debora Rossi, diversi i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dell’associazione vittime civili di guerra, dell’associazione arma aeronautica sezione di Velletri e dell’associazione nazionale Polizia di Stato di Velletri, oltre al Gonfalone della città di Velletri.

Il Sindaco Cascella, nel ricordare il tragico evento ha sottolineato: ”Ci riuniamo oggi per ricordare la tragica esplosione che ha portato alla perdita di dieci innocenti vite. Questa commemorazione è un momento di solidarietà e riflessione, su una ferita aperta per la nostra comunità perché sono mancati alla gioventù e alla vita. Vorrei ricordare l’importanza di sentirci una comunità che anche dopo simili tragedie può superare il dolore tramite solidarietà ed unità”
Dopo la commemorazione religiosa con la benedizione del monumento posto sul luogo della tragedia e la lettura di un’articolo sull’accaduto la celebrazione si è conclusa in un silenzio commovente che ha fatto riflettere tutti sulla iniquità delle guerre in genere.

UNA PILLOLA DI STORIA DA RICORDARE

Tratto dall’articolo del giornale L’Unità del 31 Marzo 1952 di Elvira Lusini

“Come sia avvenuta la sciagura è difficile stabilire; ma da una prima indagine svolta sul luogo dal maresciallo Savino, dal Sostituto Procuratore e dalle autorità locali, è stato possibile ricostruire, almeno sommariamente, l’accaduto. Colle Caldara è una località che dista tre o quattro chilometri dal centro abitato di Velletri: una vasta distesa di campagne e di prati che corre lungo la via dei Laghi, dove sorgono, sparpagliati, casolari abitati da poveri contadini.

Tutta la zona, durante i combattimenti d’inizio Giugno 1944, era stata  disseminata di mine protettive, che nella quasi totalità non furono rimosse dopo la fine della guerra. Una di queste mine anticarro è stata rinvenuta ieri mattina dai bimbi che si erano recati nel prato a giocare.

I più grandicelli, forse nel tentativo di ricavare da essa il materiale ferroso contenutovi, hanno cominciato a picchiarvi sopra con una pietra, mentre gli altri incuriositi facevano ressa intorno. Probabilmente, uno dei tanti colpi, ha toccato il percussore, provocando così la tragica esplosione. La cosa non si spiega altrimenti. poiché per far esplodere automaticamente una mina anticarro è necessario sottoporla ad una pressione di circa 40 quintali.

Molte sono le persone che versano in condizioni di estrema indigenza. e molti sono coloro che per racimolare poche lire espongono al rischio la propria vita. I contadini di Velletri sono poveri, i giovani sono disoccupati e spesso vanno in giro per le campagne in cerca di rottami di ferro o di piombo da rivendere. I residuati di guerra abbondano in quella zona, ove ha infuriato la battaglia, ed essi li raccolgono, cercano di smontarli, di ricavarne il poco ferro contenutovi.

La miseria li rende incuranti del pericolo, ma non va certo attribuita loro la responsabilità delle sciagure che si susseguono ininterrottamente, a otto anni di distanza dalla fine della guerra, seminando lutti e dolore.

A Velletri, non molto tempo addietro. tre persone rimasero uccise dall’esplosione di un ordigno bellico; meno di un mese fa una bomba d’aeroplano, con 500 chili di esplosivo, fu trovata nei pressi di una abitazione e pochi giorni dopo. dietro un cespuglio in località Ariafina furono rinvenute ben venti bombe da mortaio. Nella stessa località ove è avvenuta ieri la tremenda sciagura, è stato accertato, durante il sopralluogo, che un altro proiettile di grosso calibro si trova nelle vicinanze.

E non sono certo mancate le denunce, le segnalazioni, le pressioni da parte della popolazione e delle amministrazioni comunali. In seguito alla sciagura è stata presentata una interpellanza con la quale è stato chiesto al Sindaco di rinnovare le sollecitazioni alla Direzione generale d’Artiglieria perchè venisse al più presto effettuato un nuovo e completo rastrellamento di tutti gli ordigni bellici che ancora esistono alla periferia della città e nella provincia. La sciagura è una delle più tragiche e sanguinose che si siano verificate nella provincia di Roma.”

Molte storie sono state raccontate sulla tragedia, alcune vere, altre di fantasia. L’episodio più insistente riguarda il più grande dei ragazzi, quello di 14 anni. Questi, l’unico che non faceva parte del gruppo stava pascolando una mucca.

Probabilmente vide i bimbi giocare con l’ordigno e gli si avvicinò, forse incuriosito, forse per sgridarli e allontanarli dal pericolo e morì nello scoppio. È tuttavia impossibile a distanza di più di mezzo secolo stabilire ciò che davvero accadde e tutto il resto che si vorrebbe sapere su quel giorno infausto.

Di certo c’è solo che i dieci bambini erano felici in quel momento, com’è felice ogni bambino che abbia una vera “arma” tra le mani. E probabilmente con quello scintillio di felicità passarono tutti insiemi, in un baleno nel paradiso.

Sono trascorsi sessantasei anni, il tempo ha steso una patina sui ricordi com’è naturale che sia, ma Velletri nonostante questo non ha mai dimenticato le piccole vittime. Ogni anno, da quel giorno tremendo, una manifestazione sempre ne ha mantenuto vivo il ricordo. Nel 2017, è stata organizzata una mostra fotografica per ricordarli, evento al quale ha partecipato l’ultima madre vivente tra quelle che persero i figli nell’esplosione.

Olga nonostante i suoi 92 anni ha voluto essere presente per ricordare quell’infausto giorno. Quella giornata di domenica di tanti anni prima in cui una guerra terribile da poco terminata ma ancora non sazia, volle prendersi famelica anche la vita dei suoi due amati piccoli figli.

In Evidenza

Dieta, ancora lontani dalle linee guida OMS: il Lazio maglia nera

Solo il 7% degli italiani consuma cinque porzioni di frutta e verdura ogni giorno di Redazione Roma (Rm) – Gli…

Continua a leggere ...

Imprenditoria femminile, dalla Regione Lazio 5 milioni per l’innovazione

Presentata a Roma la nuova misura della Regione Lazio “Donne, Innovazione e impresa” che promuove e valorizza l’imprenditoria femminile, attraverso…

Continua a leggere ...

Regione Lazio, il Greentech Global Forum 2024 a Roma il 16-17 settembre

“La Regione Lazio si prepara alle nuove sfide”. Il Programma prevede tavoli istituzionali, workshop e sessioni di networking, che offriranno…

Continua a leggere ...

Festa della Mamma

Idee per un Regalo - 331.434.16.37