La festa del primo maggio, la festa dei lavoratori e lavoratrici, di quanti si interessano al proprio miglioramento la viviamo ancora con la triste tendenza al ribasso del lavoro per qualità, retribuzione, distribuzione, equità e sicurezza
di Lorenzo D’Auria
Velletri (Rm) – Nel Lazio le notizie profuse dal Governo della Regione sulla diminuzione della disoccupazione non rimandano la fotografia della realtà.
Come la Cgil riporta, il lavoro che aumenta è solo quello precario e di brevissima durata, soprattutto per i giovani e le giovani sotto i 35 anni e le donne. 4 giovani su 10 hanno una retribuzione annua al di sotto dei 10.000 euro e molti e molte di loro non riescono a lavorare per più di tre mesi.
“Il gap salariale è ancora indecentemente alto tra lavoratori e lavoratrici alle quali è ancora riservata la maggior parte dei lavori meno retribuiti. E su tutto questo si abbatte trasversalmente in ogni settore la questione sicurezza e salute sul lavoro che sono inadeguate, insufficienti non monitorate e che provocano ogni giorno incidenti e morti.” Così in una nota stampa Danilo Cosentino Segretario di Sinistra Italiana Lazio sul 1° maggio.

Questo è il quadro che la realtà e la vita di tutti i giorni di milioni di lavoratrici e lavoratori ci rimandano.
“Le azioni da mettere in campo subito per invertire questo stato di cose e rendere il lavoro sicuro, stabile, equamente retribuito le proponiamo con i nostri programmi e le nostre azioni politiche come quella per il Salario minimo e come l’adesione alla raccolta firme per il referendum popolare proposto dalla CGIL per il quale ci stiamo già mobilitando. Pronti a portare le nostre istanze in Europa con Alleanza Verdi Sinistra.“
Perché dare dignità al lavoro significa dare dignità alla vita delle persone.





