8 Agosto 2026

Incendio Centocelle: l’autista della cisterna è Mauro Bagaglini di Velletri

Aperta un’indagine per disastro colposo ed omicidio colposo


di Mario Dal Monte


Roma, luglio 2025 – Si chiama Mauro Bagaglini, ha 58 anni ed è originario di Velletri, l’autista della cisterna di GPL coinvolta nel tragico incendio scoppiato lo scorso 4 luglio presso il distributore Eni di via dei Gordiani, nel cuore del quartiere Centocelle a Roma.

L’uomo, mentre era intento a scaricare gas nel deposito interrato della stazione di servizio, avrebbe accidentalmente urtato una colonnina o un manicotto. Da lì, la fuga di gas e il successivo scoppio, che ha trasformato un normale rifornimento mattutino in un inferno di fuoco.

Un bilancio pesantissimo

L’esplosione, avvenuta intorno alle 8:18, ha causato oltre 40 feriti, alcuni dei quali in condizioni molto gravi. Tra loro, Claudio Ercoli, 67 anni, dipendente del distributore, è stato colpito da ustioni gravissime che coinvolgono oltre il 55% del corpo. Anche lo stesso Bagaglini ha riportato ustioni al volto e alle mani, ed è tuttora ricoverato.

La scena è stata apocalittica: auto in fiamme, fumo denso visibile per chilometri, e il terrore tra i residenti, che hanno temuto per la propria incolumità. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, ambulanze e forze dell’ordine.

Le indagini

La Procura di Roma ha iscritto Bagaglini nel registro degli indagati con l’ipotesi di disastro colposo e lesioni gravissime. Tuttavia, la dinamica resta complessa: tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche il possibile malfunzionamento del sistema antincendio, che avrebbe potuto contenere le fiamme nelle prime fasi dell’incidente.

La cisterna è stata posta sotto sequestro, insieme all’impianto. Le autorità stanno analizzando le registrazioni video, il sistema di sicurezza e il comportamento dei dispositivi automatici, mentre si attende che l’autista – ancora molto provato – possa essere ascoltato formalmente.

Sicurezza urbana sotto la lente

Il caso ha sollevato interrogativi non solo sulle responsabilità individuali, ma anche sulla sicurezza dei distributori urbani di GPL, specialmente in aree densamente abitate. La zona di Centocelle, dove si è verificata la tragedia, è infatti circondata da abitazioni, negozi, scuole e perfino un impianto sportivo, amplificando il rischio potenziale.


Serve più sicurezza, più prevenzione, più trasparenza.

In attesa che la giustizia faccia il suo corso, una cosa è certa: tragedie come quella di Centocelle devono spingere istituzioni, aziende e cittadini a non abbassare mai la guardia.

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