- Parliamo della Delibera Regionale 445 (Salvaguardia delle risorse idriche). I Comuni continuano a cementificare il territorio mentre i laghi si abbassano
- Record di 6,75 metri in meno al lago Albano e 6,85 per quello di Nemi
Coordinamento ambientalista dei Castelli Romani
Roma 7 agosto 2025 – Nonostante la Delibera Regionale n. 445/2009, (Tutela dei Laghi Albano e di Nemi e degli acquiferi dei Colli Albani) volta a salvaguardare le risorse idriche e a contenere il consumo di suolo, i Comuni di Albano Laziale, Ariccia, Marino e Grottaferrata continuano a promuovere varianti urbanistiche che prevedono ingenti cubature di cemento, minando l’equilibrio ambientale e idrogeologico dell’intero comprensorio.
E’ indubbio, grazie ai numerosi studi idrogeologici della Regione Lazio e delle varie università, che il problema dei laghi sia il fatto che la richiesta di acqua abbia superato il limite di sostenibilità delle falde. Cioè ci consuma più acqua di quanto la pioggia ricarica le falde idriche. Il territorio dei Castelli Romani è per quasi il 17% è ricoperto da cemento.

Albano Laziale, il 27,15% del territorio è cementificato
Negli ultimi mesi l’Amministrazione ha inserito nella Variante al PRG il progetto per la “Parallela via Ginestreto”, finalizzato a bypassare il NOC, che comporterebbe l’impermeabilizzazione di vaste aree agricole a ridosso del confine con Ariccia. Tale operazione, presentata come soluzione viaria, ha ricevuto un formale “no” dal Comitato NOC per l’impatto sul deflusso delle acque e sulla falda locale. Inoltre sono in partenza altre lottizzazioni oltre alle costruzioni in via di ultimazione di Via Muro Bianco.
Ariccia, il 25,77% del territorio è cementificato
Il 16 luglio scorso è stato rilanciato il piano dell’Amministrazione di riscrivere il PRG del 1976 attraverso sette varianti urbanistiche, presentate con enfasi propagandistica ma criticate per l’aumento reale delle cubature ben oltre i 154.000 m³ dichiarati, che potrebbero superare i Criticità principali:
- Uso di previsioni superate, ignorando l’abusivismo passato e il trend demografico in calo.
- Incremento insostenibile di popolazione (+7.000 abitanti) e infrastrutture, a scapito delle aree agricole.
- Dismissione del lavoro di aggiornamento del 2011, spreco di risorse e conoscenze
Marino, il 25,98% del territorio è cementificato
Il 30 luglio il circolo Legambiente Appia Sud “Il Riccio” ha espresso forte contrarietà all’approvazione del nuovo PUGC, denunciando:
Non tenga adeguatamente conto delle storiche criticità che già pesano sul territorio dei castelli romani. Non ultima l’estrema sofferenza, ormai pluridecennale, delle falde idriche e l’eccessivo consumo di suolo.
Grottaferrata, il 20,37% del territorio è cementificato
La Giunta comunale ha approvato progetti per parcheggi multipiano, palestre e piscine, annunciati come “opere strategiche”. Tali interventi segnano un ulteriore consumo di suolo e un aumento dei fabbisogni idrici ed energetici, senza alcuna reale integrazione con un piano di rigenerazione urbana.
Nemi
Percorso lungolago e impianto sportivo lineare
• Intervento PNRR da luglio 2025 per realizzare pista ciclopedonale e strutture sportive sul versante sotto il cimitero, con nuove opere in cemento armato e piazzali di servizio, all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani.
• Ordinanza TAR di dicembre 2024 ha annullato un grande Piano edilizio che avrebbe trasformato ampie aree agricole in comparti residenziali, ma i progetti preliminari rimangono nel cassetto e potrebbero essere riproposti
Strade e superstrade
Tra le altre strade previste c’è il megaprogetto della bretella autostradale Cisterna – Valmontone che colpirebbe tutto il territorio tra Velletri e Lariano passando vicinissimo al Monumento Naturale del Lago di Giulianello.
Conclusione e appello
In un contesto in cui la gestione delle risorse idriche e il contenimento del consumo di suolo dovrebbero guidare qualsiasi decisione urbanistica, le scelte odierne rischiano di premiare interessi speculativi dietro false promesse di servizi pubblici.
Chiediamo ai Sindaci e ai Consigli Comunali di:
• Sospendere le varianti in corso e avviare un confronto trasparente con le forze civiche e ambientaliste;
• Rivedere i piani alla luce della Delibera Regionale 445/2009, privilegiando la rigenerazione e la tutela delle falde;
• Promuovere un modello di sviluppo fondato su ristrutturazione del costruito, riduzione delle cubature e valorizzazione del paesaggio rurale;
• Impedire il raddoppio dell’acquedotto Sforza Cesarini che consumerebbe direttamente l’acqua del lago Albano.
• Bloccare il progetto delle gronde, un progetto inutile in quanto la quantità di acqua sarebbe irrisoria ma l’inquinamento inserito nel Lago Albano avrebbe un forte impatto.
• Rivedere tutte le proposte dell’AUBAC che sembrerebbero solo un favore ad ACEA nel finanziargli progetti che dovrebbe sostenere da sola senza invece risultati concreti per i laghi.
Solo così i Castelli Romani potranno guardare al futuro con un’autentica visione di sostenibilità ambientale e sociale.




