- Dopo la celebrazione di cui tutta la stampa locale e lo stesso Vatican News hanno esaltato il valore simbolico e religioso dell’evento, raccogliamo alcune considerazioni di carattere prettamente politico
di Daniele Favale
Velletri 28 agosto 2025 – Tra vari politici ascoltati abbiamo sentito in particolar modo, il Consigliere Comunale Mauro Leoni il quale, intervenuto presso la nostra redazione, ha commentare la recente proclamazione di Velletri come Civitas Mariae.
Un atto simbolico approvato in Consiglio Comunale che ha suscitato attenzione e, in alcuni casi, anche qualche perplessità. Leoni, pur avendo votato favorevolmente insieme alla maggioranza, ha espresso alcune considerazioni critiche sulla metodologia, sui contenuti e sulla comunicazione dell’iniziativa.

L’evento, tenutosi il 26 agosto antistante il Palazzo Comunale, ha segnato un evento storico per la città veliterna, suggellando ancora di più il legame tra Velletri e la Madonna delle Grazie, sua protettrice.
«In Consiglio Comunale abbiamo ritenuto opportuno votare, noi di opposizione, la proclamazione di Velletri come Civitas Mariae, perché, al di là delle valutazioni prettamente politiche, poteva rappresentare un valore aggiunto per la città – ha dichiarato il Consigliere –. È un riconoscimento simbolico importante, ma ritengo che sarebbe stato opportuno costruire prima un percorso, anche negli anni passati, che ne giustificasse meglio la portata».
Leoni ha sottolineato come, a suo giudizio, sia mancato un reale processo partecipativo che coinvolgesse la cittadinanza e mettesse in luce le ragioni profonde della proclamazione. «Se ci fosse stato un lavoro preparatorio che avesse messo in evidenza elementi storici, religiosi e turistici legati alla devozione mariana nella nostra città, allora la proclamazione avrebbe avuto tutt’altro peso. Ad esempio, penso ai cammini di fede, ai flussi di pellegrini, alla visita delle nostre chiese millenarie. Se avessimo costruito un vero percorso di valorizzazione, oggi ci sarebbe stato un maggiore coinvolgimento emotivo e civico».

Il consigliere ha espresso anche delusione, a suo dire, per la scarsa partecipazione popolare alle celebrazioni, citando in particolare la bassa affluenza alle processioni legate alla Madonna delle Grazie. «Un evento così importante avrebbe dovuto coinvolgere tutta la città. Invece, ho avuto l’impressione che il messaggio non sia arrivato chiaramente alla popolazione. È mancata quella forza emozionale che rende questi momenti veramente sentiti. E questo, secondo me, è stato un peccato».
In conclusione, il consigliere Leoni , pur non mettendo in discussione la legittimità della scelta, ha ribadito la necessità di costruire progetti simbolici (come quello della proclamazione a Civitas Mariae) con maggiore attenzione, condivisione e progettualità.
«Io non contesto il principio, che anzi condivido. Ma tutto è sembrato troppo improvvisato. Serve una visione più ampia, serve coinvolgere le persone, valorizzare davvero la nostra tradizione religiosa e storica. Solo così si dà un senso pieno a certe scelte, che altrimenti rischiano di apparire solo politiche e poco sentite».

Un ulteriore tema di commento è stato la proposta di modifica della toponomastica, con il possibile cambio del nome di “Via Metabo” in una nuova denominazione legata alla Madonna. «Anche su questo punto – ha osservato sempre Leoni – manca un confronto. Noi consiglieri abbiamo saputo tutto dai giornali o da annunci su Facebook. Se vuoi fare un’operazione così simbolica, crea un percorso condiviso, magari una commissione. Oppure scegli un luogo da valorizzare, come i giardini vicino San Clemente, dedicandoli a Maria o creando un percorso turistico religioso cittadino. Ma cambiar nome a una strada storica, senza spiegazioni concrete, genera confusione e reazioni contrarie».




