3 Aprile 2026

CDS NOC Casa di Comunità (Ariccia) a proposito della inaugurazione

  • In base alle notizie ufficiali, domani, venerdì 3 aprile 2026, dovrebbero avere luogo varie inaugurazioni delle Case di Comunità sul territorio dell’ASL RM 6
  • Tra queste vi sarebbe anche la Casa di Comunità del Comune di Ariccia, realizzata all’interno di 800 mq dell’ex ospedale “Luigi Spolverini”, di proprietà dello stesso Comune.

di Renata Lasic, Comitato NOC e per il diritto alla salute


Ariccia 2 aprile 2026 – Per la sistemazione della struttura sono stati spesi 1,55 milioni di euro provenienti dai fondi PNRR, più altri 236.520 euro derivanti da ulteriori fondi pubblici.

Dal 2015, in seguito a un accordo tra il Comune di Ariccia e l’ASL RM 6, la struttura dell’ex ospedale “Spolverini” ospitava al suo interno gli ambulatori di 7 medici di base e di 2 pediatri.

Inoltre, lo “Spolverini”, nella sua ampia metratura (12.508 mq più 4 ettari di parco), ospitava un ambulatorio infermieristico, un centro prelievi e diverse specialistiche, tra cui fisioterapia, logopedia, oculistica, diabetologia, dietologia e neurofisiopatologia, oltre a un centro vaccinale e a un consultorio familiare, ai quali si accede tramite il servizio di prenotazione del CUP territoriale.

La domanda che sorge spontanea è la seguente: con l’inaugurazione della Casa di Comunità prevista per domani, e dopo quasi 2 milioni di euro di fondi pubblici spesi, quali servizi medico sanitari in più avranno a disposizione i cittadini di Ariccia?

Abbiamo verificato e ci siamo informati, anche perché la struttura ha concluso i lavori già a fine ottobre 2025 ed è di fatto aperta ai cittadini dall’inizio di febbraio di quest’anno.

La risposta è semplice e sconcertante:
i cittadini non troveranno nulla di più rispetto a quanto già presente dal 2015.

Anzi, la situazione è addirittura peggiorata: attualmente la Casa di Comunità di Ariccia è completamente priva di pediatri di libera scelta, poiché i due medici sono andati in pensione e non sono ancora stati sostituiti.

Già dal 2021 era evidente che il progetto della medicina di prossimità finanziato con i fondi PNRR rischiava di rivelarsi un colossale buco nell’acqua: le risorse coprono esclusivamente interventi edilizi e acquisto di macchinari, lasciando totalmente scoperta la questione del personale medico sanitario.

Ma che cos’è, in realtà, una Casa di Comunità e come dovrebbe funzionare?
Le Case di Comunità sono strutture sociosanitarie territoriali che fungono da punto di accesso alle cure primarie, alla prevenzione e all’assistenza sociale. Attraverso l’integrazione tra medici di base, infermieri, tecnici e assistenti sociali, dovrebbero gestire le cronicità e le fragilità, contribuendo a ridurre le ospedalizzazioni e l’affollamento dei pronto soccorso.

Per adempiere a questi obiettivi, una Casa di Comunità dovrebbe essere dotata di:

  • medici di base;
  • pediatri di libera scelta;
  • infermieri di famiglia (da 7 a 11 per struttura);
  • tecnici di radiologia;
  • tecnici di laboratorio;
  • elettrocardiografo;
  • strumentazione di laboratorio;
  • apparecchiature radiologiche;
  • uno sportello PUA.

Tutte le Case di Comunità all’interno di un distretto sanitario dovrebbero fare riferimento a una
COT (Centrale Operativa Territoriale), una sorta di “cervello organizzativo” incaricato di coordinare le attività e i turni del personale sanitario. Ciò richiede anche la presenza di personale
amministrativo dedicato (almeno tre unità).

La COT del distretto H2 dovrebbe trovarsi nella Casa di Comunità di Albano Laziale (ex ospedale “San Giuseppe”), ma al momento non vi è alcuna certezza che sia effettivamente attiva. E questo non è un buon segnale.

È inoltre necessario ricordare ai cittadini che la Giunta Staccoli, nel 2022, ha concesso l’intero
complesso dello “Spolverini” in comodato d’uso gratuito all’ASL RM 6 per 35 anni, prorogabili di ulteriori 20, con la clausola — tra le altre — che l’ASL si occupi della manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura e del parco (4 ettari).

Abbiamo effettuato un sopralluogo e quanto riscontrato non è rassicurante.
Le immagini mostrano chiaramente le condizioni di incuria in cui versa quella che verrà inaugurata come Casa di Comunità di Ariccia — o, più correttamente, una “fintaCasa di Comunità.

L’ASL RM 6 beneficia dell’uso gratuito della struttura e degli ampi spazi che la circondano, ma a fronte di ciò dovrebbe garantire una manutenzione adeguata dell’intero complesso, un tempo ospedale ortopedico.
Dalle condizioni attuali, questa manutenzione risulta assente, mentre gli interventi effettuati appaiono come semplici ritocchi superficiali — una “romanella”, come si direbbe — su una struttura già esistente.

Non possiamo accettare l’ennesima rappresentazione distorta della realtà.
Emblematico è il caso delle piscine riabilitative, più volte annunciate come restaurate con oltre 410.000 euro di fondi comunali, che risultano ancora oggi abbandonate e invase dalla vegetazione.

I cittadini non hanno bisogno di tagli di nastri, ma di:
• medici, • pediatri , • infermieri, • servizi funzionanti

Questa inaugurazione rischia di essere l’ennesima operazione di facciata.
Meno propaganda, più sanità reale.

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