- “Nessuna volontà di lasciare Lariano, ma una scelta obbligata da condizioni oggettive, tra mancanza di spazi e criticità”
di Redazione
Lariano 19 maggio 2026 – Dopo la comunicazione che la Sagra del Fungo Porcino da Lariano si spostava ai Pratoni del Vivaro è arrivato il comunicato del Sindaco Montecuollo che rivendica la storia della Sagra.
Ma nuova risposta sulla storia stessa della Sagra, specialmente degli ultimi mesi, arriva dal Presidente dell’Associazione, Bruno Abbafati, che riportiamo fedelmente

Egregio Signor Sindaco, Cari Concittadini di Lariano,
a nome dell’Associazione Fungo Porcino, che mi onoro di rappresentare, sento il dovere morale di ristabilire la verità dei fatti dopo le ultime dichiarazioni apparse pubblicamente, perché dopo 33 anni di lavoro, sacrifici e risultati ottenuti sul campo, nessuno può permettersi di riscrivere la storia della nostra manifestazione.
L’Associazione Fungo Porcino non è nata ieri.
Per oltre tre decenni ha costruito, anno dopo anno, un evento diventato simbolo di Lariano, conosciuto e apprezzato ben oltre i confini regionali, portando turismo, lavoro, economia e prestigio alla nostra città.
Dietro questa Festa non ci sono improvvisazione o interessi personali, ma migliaia di ore di lavoro, investimenti economici enormi, responsabilità civili e penali assunte dall’Associazione e sacrifici sostenuti da decine di volontari.
Ed è proprio per questo che oggi amareggia profondamente vedere come chi ha costruito questa realtà venga trattato come un ostacolo da eliminare.
È dal mese di dicembre — precisamente durante la cena natalizia dell’Associazione, davanti a tutti i presenti — che il Sindaco aveva garantito ufficialmente lo svolgimento della 34ª Edizione nella stessa area dove pochi mesi prima si era conclusa la 33ª Edizione.
Da quel momento, l’Associazione si è immediatamente attivata per affrontare e risolvere tutte le problematiche legate ai terreni, interfacciandosi continuamente con il Sindaco e svolgendo numerosi sopralluoghi nelle aree di Via Napoli e Colle Fiorentino.
La comunità di Lariano deve sapere che ogni anno l’Associazione investe mediamente oltre 50.000 euro per la bonifica, la pulizia e la messa in sicurezza di terreni comunali, affinché la manifestazione possa svolgersi nel pieno rispetto delle normative e delle condizioni di sicurezza richieste dagli enti competenti.
Per quanto riguarda il terreno di Via Napoli, dove lo scorso anno l’Associazione aveva sostenuto una spesa di circa 4.000 euro per realizzare l’ingresso dell’area Fiera, è doveroso chiarire che tale somma venne corrisposta agli affittuari del terreno, dopo che l’area era stata concessa in affitto dal Comune per la realizzazione di un magazzino/rimessa edile.
Nonostante questo evidente disagio creato alla manifestazione, l’Associazione si è comunque fatta carico economicamente della situazione pur di garantire lo svolgimento della Festa e permettere alla comunità di Lariano di continuare ad avere il proprio evento simbolo.
Quest’anno, però, ci siamo ritrovati improvvisamente davanti a un’area completamente recintata con cancello e cordoli in cemento.

Abbiamo immediatamente informato il Sindaco.
L’azienda proprietaria del terreno, che durante la 33ª Edizione aveva concesso ben 26 metri, in larghezza, di accesso, questo anno ha deciso di concederne prima 3 e successivamente 6.
È evidente a chiunque abbia esperienza nell’organizzazione di grandi eventi che nessuna commissione di sicurezza avrebbe mai autorizzato una manifestazione con un accesso simile, soprattutto considerando la presenza della strada provinciale Via Napoli proprio davanti all’ingresso.
Per quanto riguarda invece il terreno di Colle Fiorentino, storica area della Fiera, ad oggi non risulta ancora rientrato nella disponibilità del Comune di Lariano.
Di fronte a queste difficoltà, e pur di non interrompere una tradizione costruita in 33 anni, ci siamo recati ad Artena, a circa un chilometro dalla precedente location della Festa.
Abbiamo incontrato la Sindaca Silvia Carocci, chiedendo supporto esclusivamente per questa edizione, vista l’assenza di terreni disponibili a Lariano.
La Sindaca si è dimostrata immediatamente disponibile e collaborativa, chiedendo semplicemente una comunicazione ufficiale da parte del Sindaco di Lariano a sostegno della manifestazione.
La stessa Sindaca si è confrontata telefonicamente con il nostro Primo Cittadino e tutto sembrava ormai definito.
Ma quella mail non è mai arrivata.
A quel punto abbiamo compreso che, probabilmente, qualsiasi soluzione proposta non sarebbe mai andata bene.
Il 21 aprile, alle ore 20:30, l’Associazione ha quindi individuato un terreno privato nella zona Pratoni del Vivaro, nel Comune di Velletri.
Il 24 aprile abbiamo inviato ufficialmente la richiesta di autorizzazione al Comune di Velletri, avviando immediatamente tutto l’iter amministrativo necessario.
È importante ricordare ai cittadini cosa significa realmente organizzare la Festa del Fungo Porcino.
Per 33 anni l’Associazione si è seduta ai tavoli tecnici con Polizia Locale, Polizia Provinciale, ASL, Questura, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Amministrazione Comunale, presentando progetti, assumendosi responsabilità civili e penali e garantendo ogni aspetto legato alla sicurezza pubblica.
Non solo.
Per ottenere le autorizzazioni comunali, ogni anno l’Associazione anticipa economicamente anche il pagamento degli straordinari della Polizia Locale.
La Festa del Fungo Porcino non è soltanto una manifestazione: è economia, turismo e lavoro. Ogni anno offre occupazione a oltre 100 persone, tra cui moltissimi giovani universitari del territorio.
Oggi, paradossalmente, proprio chi ha creato tutto questo viene escluso e costretto a lasciare Lariano, nonostante abbia sempre operato nel rispetto delle regole e delle Istituzioni.
Con il passare del tempo abbiamo purtroppo compreso che esisteva già un disegno preciso: togliere all’Associazione Fungo Porcino la manifestazione che essa stessa ha ideato, costruito e fatto crescere in oltre trent’anni.
È facile vincere quando si tenta di cancellare chi ha scritto la storia.
Ma la storia non si cancella.
E soprattutto non si può confiscare il sacrificio di centinaia di persone che per 33 anni hanno dedicato tempo, energie e risorse a questa manifestazione.
L’Associazione Fungo Porcino continuerà a difendere con forza la propria identità, la propria dignità e la propria storia, con l’obiettivo di riportare la Festa sul territorio di Lariano, dove è nata e dove appartiene.
Per questo motivo, nostro malgrado, siamo stati costretti a cercare fuori Lariano uno spazio dove poter continuare a svolgere l’evento.
Questa è la verità dei fatti.
Una verità chiara, sincera e documentabile. – Bruno Abbafati




