- Si tratta di un tunisino di 36 anni con precedenti, indiziato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie 23enne sua connazionale
di Mario Dal Monte
Velletri 24 giugno 2026 – Un episodio di violenza domestica di particolare brutalità si è concluso con l’arresto in flagranza di un uomo di 36 anni, di nazionalità tunisina, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Velletri.
L’accusa è quella di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie, sua connazionale di 23 anni.

Tutto ha avuto inizio il 13 giugno, quando la giovane donna è stata aggredita dal marito con un attacco prima verbale e poi fisico, nel corso del quale l’uomo l’ha colpita con un bastone. Una scena raccapricciante consumata davanti agli occhi dei due figli minori della coppia.
Il giorno successivo, il 14 giugno, la donna ha trovato il coraggio di sporgere denuncia-querela, consentendo l’immediata attivazione della procedura “Codice Rosso”.
La vittima e i due bambini sono stati collocati in via protetta dai Servizi Sociali del Comune di Velletri all’interno di una struttura ricettiva sicura.
La messa in sicurezza della famiglia non ha però fermato l’uomo. I Carabinieri della Stazione di Velletri lo hanno individuato mentre cercava di forzare l’ingresso della struttura protetta.
Per lui sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. È stato quindi associato presso la Casa Circondariale di Velletri, in attesa delle disposizioni dell’Autorità Giudiziaria.
Un sistema che ha funzionato
Il caso rappresenta un esempio concreto di come la rete di protezione prevista dal Codice Rosso — la normativa introdotta nel 2019 per accelerare la risposta dello Stato nei casi di violenza di genere — possa fare la differenza.
La tempestività della denuncia, l’intervento dei Servizi Sociali e la prontezza dei Carabinieri hanno impedito che la situazione degenerasse ulteriormente, mettendo al sicuro la donna e i due bambini prima che il marito potesse raggiungerli di nuovo.
Si ricorda che, in base al principio costituzionale della presunzione di innocenza, l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.




