- Oltre 50 persone questa mattina hanno risposto alla chiamata in Piazza della Repubblica a Rocca di Papa sotto la sede dell’Ente Parco!
- Nessun dirigente in ufficio, colloquio con i guardiaparco e nuovo presidio, come programmato, al cantiere al lago di Nemi mercoledì 29 luglio 2026
a cura del Comitato per la protezione dei Boschi dei Colli Albani
Rocca di Papa 24 luglio 2026 – Per un venerdì mattina di fine luglio è un risultato ottimo, la dimostrazione che la comunità è stanca di veder devastato il proprio territorio per interessi economici e vuole un parco diverso e davvero tutelato.
Tanti interventi, tantissima attenzione e gli applausi dei presenti che riconoscono il lavoro costante che come Comitato stiamo portando avanti su mille fronti per la tutela dei Castelli Romani.

Abbiamo fatto il punto della situazione sui tagli boschivi e le proroghe per portare via il legname concesse nonostante ci siano quasi 40 gradi all’ombra, con gravi rischi di incendi.
E’ stata letta la risposta di ACEA alle nostre “osservazioni” contro il potenziamento della condotta al lago di Albano, nella quale nega che il pozzo Sforza Cesarini emunga quelle acque; l’abbiamo messa a confronto con le sue dichiarazioni nel progetto e con quelle dello stesso Ente Parco che gli ha rilasciato il nulla osta…lo stupore dei presenti è stato pari a quello che si può vedere, ad esempio, dopo l’esibizione di un bravo illusionista.
Il legame tra ACEA, acque dei Castelli e inceneritore è piuttosto inquietante e la multinazionale andrebbe allontanata il più possibile dalla gestione idrica locale, viste le perdite dichiarate tra il 50 e l’80%
ALL’ENTE PARCO COSA CI HANNO DETTEO? TUTTI IN FERIE O SMART WORKING !
Siamo entrati nella sede del Parco per consegnare formalmente le richieste della nostra campagna NON UN CENTIMENTRO IN MENO DI ACQUA NEI LAGHI, NON UN ALBERO IN MENO NEI BOSCHI.

Risposta? “I dirigenti non ci sono, è venerdì (???) e quasi tutti sono in ferie o in smart working”.
Di fronte alla nostra domanda specifica urgente di sapere se il cemento che sta colando sulle sponde del Lago di Nemi (il cantiere della palestra a cielo aperto) sia autorizzato da un regolare nulla osta dell’Ente – ci è stato risposto con un muro di gomma: “Non si può dire, vi risponderemo con calma”.
Nonostante sia stato fatto un regolare accesso agli atti e nonostante l’urgenza di lavori che stanno devastando l’area anche oggi!
DAI GUARDIAPARCO: DISPONIBILITÀ SÌ, MA IL CANTIERE RESTA APERTO
Ci siamo quindi spostat3 al comando dei Guardiaparco al Vivaro, dove abbiamo incontrato il dirigente e diversi agenti, trovando massima disponibilità d’ascolto, sì, ma poche risposte concrete dopo 10 giorni di indagini.

I sopralluoghi sono stati fatti sul cantiere a furor di popolo perché in molti e molte hanno contattato il loro centralino per chiedergli di intervenire.
Siamo stati chiari: non è possibile che gli uffici tecnici con centinaia di ore di lavoro dal momento delle segnalazioni ad oggi non abbiano ancora stabilito il sequestro del cantiere e il ripristino dei luoghi.
I Guardiaparco ci hanno detto che lunedì mattina si dovrebbe prendere una decisione sul cantiere.
Non vorremmo che tutto questo tempo sia utilizzato dagli interessati al progetto per tentare una manovra che, in qualche modo, bypassi con qualche cavillo la normativa generale di tutela del lago.
La linea di gestione del Parco enunciata pubblicamente prevede la massima disponibilità a progetti di qualsiasi tipo, anche impattanti, purché in presenza di qualche prescrizione che mai nessuno verificherà

Sappiano allora che ci saranno tante persone che si batteranno per non consentire un ulteriore sfruttamento degli 8.000 ettari di boschi e degli 800 dei laghi: l’Ente DEVE tutelare il PARCO, che non esiste senza boschi e laghi.
Aspettiamo fino al 12 agosto per il nostro accesso agli atti richiesto oltre 10 giorni fa, non un’ora di più.
La natura non va in ferie, la nostra lotta nemmeno. Dalla parte dei boschi e dei laghi, sempre!
