- “Ma oggi la questione non è solo contabile: è una bomba a orologeria che rischia di far esplodere la macchina comunale“
di Paolo Trenta
Velletri 7 novembre 2026 – Di fronte alla proclamazione dello stato di agitazione approvata all’unanimità dai 104 lavoratori della Velletri Servizi S.p.A., il Sindaco Ascanio Cascella è dovuto intervenire a mezzo stampa con il classico messaggio tranquillizzante: “Va tutto bene, la situazione è delicata ma gestibile”.

Per giustificare il disavanzo economico semestrale stimato in 350 mila euro, la narrazione dell’Amministrazione individua due colpevoli principali: il rinnovo del CCNL Federculture e il repentino crollo della riscossione tributaria.
Se da un lato è doveroso prendere atto della volontà di rassicurare le famiglie dei dipendenti, dall’altro occorre fare un’operazione di verità analizzando le cifre reali del bilancio della partecipata.
1. La “scusa” del CCNL smentita dal Bilancio 2025: e i 220.000 euro di buco restante?
Prendiamo il Bilancio Consuntivo 2025 della Velletri Servizi S.p.A., che fissa i costi del personale a quota 3.200.000 euro. Calcolatrice alla mano, verifichiamo l’impatto reale del nuovo Contratto Collettivo Nazionale Federculture (che ha stabilito un incremento del 7,5% sui minimi tabellari, pari a circa l’8% di costo aziendale complessivo comprensivo di welfare ed arretrati):
- Su base semestrale (massa salariale di 1,6 milioni di euro), l’adeguamento del CCNL comporta un maggior costo di circa 120.000 – 128.000 euro.
- Incidenza sul disavanzo: L’adeguamento contrattuale — sacrosanto per tutelare il salario dei lavoratori — incide per il 34-37% del rosso semestrale di 350 mila euro.
I dati di bilancio dicono la verità: il rinnovo del CCNL è una voce di spesa nota, ma non spiega l’ulteriore 63% del disavanzo (oltre 220.000 euro), riconducibile unicamente alle perdite di settori come la farmacia notturna e ai problemi di gestione della riscossione.

Un’Amministrazione lungimirante non scopre a fine anno gli adeguamenti di un contratto nazionale siglato la primavera scorsa: integra i corrispettivi delle convenzioni prima che i conti vadano in rosso, senza scaricare la colpa sui diritti retributivi dei dipendenti.
2. Il paradosso delle Farmacie Comunali: un buco inspiegabile
C’è un dato emerso dalla vertenza che lascia sbigottiti: la Farmacia comunale con servizio notturno fa registrare una perdita che sfiora i 100mila euro.
Viviamo in una città e in un territorio dove il settore farmaceutico è tra i più prosperi, redditizi e al riparo da crisi di mercato.
Come è possibile che una farmacia pubblica riesca ad andare in rosso di quasi centomila euro in un mercato dove tutti i privati macinano utili?

Questo disavanzo non è una fatalità: è la spia rossa di inefficienze gestionali, problemi negli approvvigionamenti, mancata programmazione dei turni ed errori strategici.
Le farmacie comunali dovrebbero essere il “fiore all’occhiello” e la principale fonte di ricavo per sostenere la partecipata, non una palla al piede che produce debiti.
3. La politica del “giorno dopo” e i debiti fuori bilancio
La risposta del Sindaco rivela il vizio di fondo della gestione politica locale: si naviga a vista e si arriva sempre in emergenza a ridosso delle scadenze.
Cascella dichiara che le convenzioni tra Comune e Velletri Servizi scadono il 31 dicembre e che ora si cambierà “paradigma”. Perché attendere che la quasi totalità delle convenzioni arrivi a scadenza, con i conti in rosso e i sindacati in piazza, per accorgersi che i corrispettivi non sono congrui?
È la solita prassi che porta immancabilmente all’uso di pezze contabili e alla votazione in Consiglio Comunale di continui debiti fuori bilancio per coprire emergenze nate dalla mancanza di programmazione — come accaduto di recente per la copertura delle somme destinate all’affido dei minori. Non si governa una società da 104 dipendenti rincorrendo continue rettifiche dell’ultimo minuto.
4. Paralisi dei tributi e il vicolo cieco del modello in-house
L’ammissone del Sindaco sul “crollo degli incassi nella riscossione tributaria” evidenzia il rischio sistemico per la città. La Velletri Servizi gestisce il recupero delle entrate comunali: se la società si blocca, il Comune – con una pianta organica ridotta ai minimi termini – non ha la capacità di riassorbire il servizio in tempi rapidi, rischiando la paralisi dei flussi di cassa del Municipio.
La Velletri Servizi continua ad essere imprigionata nel limite della società in-house monocommittente, usata come un ammortizzatore di bilancio dal Comune proprietario.
L’unica soluzione strutturale per spalmare i costi fissi è estendere l’offerta dei servizi al bacino dei Castelli Romani, seguendo l’esempio virtuoso di altre partecipate come Volsca Ambiente e Servizi SpA.

5. Chiediamo trasparenza: Consiglio Comunale Straordinario SUBITO
Il Sindaco afferma che “il messaggio che deve partire dalle istituzioni deve essere inequivocabile” e che la serenità dei lavoratori viene prima delle polemiche.
Se le idee sono chiare e i numeri sono sotto controllo, l’Amministrazione non si limiti ai comunicati stampa.
Chiediamo formalmente a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione la convocazione immediata di un Consiglio Comunale Straordinario ed Aperto.
Portate nell’aula consiliare il Piano Industriale, i corrispettivi reali delle nuove convenzioni, il piano di rientro per le farmacie e la strategia di rilancio aziendale. I cittadini, i lavoratori e i loro rappresentanti hanno il diritto di conoscere il futuro dei servizi pubblici alla luce del sole




