- Per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco, una serie di iniziative curate dalla Fondazione “Museo Luigi Magni e Lucia Mirisola” mirate alla riscoperta del legame della città di Velletri con il Santo di Assisi e alla presenza delle quattro famiglie religiose nei conventi cittadini
di Alessandro Filipèpi
Velletri 1 marzo 2026 – Grazie al sostegno e alla collaborazione di Mons. Roberto Mariani parroco di S. Michele Arcangelo e sei suoi collaboratori operanti nella Chiesa eretta sul punto più alto di Velletri dal 14 al 22 Marzo – mostra d’arte contemporanea – momenti di preghiera – incontri per riscoprire le figure del Ven. Filippo Visi e di S. Tommaso da Cori che vi fu ordinato sacerdote nel 1633.

Dopo il Giubileo della Speranza che si è concluso lo scorso 6 Gennaio con la chiusura della Porta Santa della Basilica di S.Pietro, stiamo vivendo in questo 2026 un ulteriore evento di grazia, quello del Giubileo particolare con annessa indulgenza plenaria indetto dal Santo Padre Leone XIV per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.
Occasione che ci permette di tornare a parlare di quell’importante capitolo della storia di Velletri legato alla nostra particolare tradizione francescana iniziata dallo stesso Serafico Padre nel 1222.
La fondazione “Museo Luigi Magni e Lucia Mirisola” che nel suo statuto ha lo scopo della promozione della storia e della tradizione non poteva restare sorda a questa importante ricorrenza e si è fatta promotrice di una serie di eventi a sfondo storico – culturale nei luoghi che caratterizzano la presenza dei frati a Velletri.
Il è stato lo scorso 3 Marzo quando nel 322 anniversario della nascita del Ven. Filippo Visi da Velletri avvenuta il 3 Marzo 1704, nella casa in Via della Trinità 1 nella sua Parrocchia di San Martino alle ore 18.00 è stata celebrata una Santa Messa per implorare dal Signore la sua glorificazione.
Dopo la Messa c’è stato un breve incontro sulla figura di questo illustre figlio di S. Francesco vissuto nel XVIII secolo appena cinquant’anni. Egli figlio di un manescalco, dopo la morte del padre vestì l’abito di San Francesco nel convento di Cori e visse nei “ritiri” fondati da San Tommaso da Cori, rispettando la regola imponendosi penitenze e privazioni, minato dalla tisi dopo un breve soggiorno nel Convento di S. Angelo Romano morì all’Aracoeli il 19 Maggio del 1754.


Dopo la sua morte ci sono stati molti prodigi attribuiti alla sua intercessione tanto da indurre l’apertura del processo canonico per la sua beatificazione che purtroppo si è fermato al primo grado quello del riconoscimento eroico delle virtù e all’attribuzione del titolo di Venerabile da parte del Papa Gregorio XVI nel 1832.
Le iniziative come la Santa Messa e quelle che seguiranno vogliono avere lo scopo di far conoscere la figura del Padre Visi ed invitare la popolazione a pregarlo per ottenere dal Signore per sua intercessione quel miracolo necessario affinché venga dichiarato beato.
Padre Filippo diceva spesso che quando entrava nella Chiesa di San Lorenzo si sentiva “pieno di Spirito Santo” proprio questa eretta sul punto più alto di Velletri dove stettero per oltre mezzo millennio i Frati Minori Osservanti sarà la cornice di una settimana di spiritualità e cultura francescana.
Con l’occasione della festa delle camelie si partirà il 14 per terminare il 22 marzo giorni in cui l’antica Chiesa sarà aperta e visitabile con all’interno una mostra d’arte con opere di artisti provenienti dal territorio della Regione Lazio, incontri sulle figure di Filippo Visi e Tommaso da Cori, momenti di preghiera.
Insomma una “full immersion” per riscoprire un luogo pregno di storia e di memorie, dove è possibile vedere le epigrafi che ricordano importanti protagonisti della vita cittadina come Clemente e Luigi Cardinali, Bonaventura Teoli, Ascanio Landi, dove nel 1683 venne ordinato sacerdote Tommaso da Cori e dove Filippo Visi ebbe un particolare incontro con la cugina Cecilia Montagna ne parliamo riportando la testimonianza resa nei processi dal confessore del Venerabile:
Il venerabile su licenza dei superiori era nel convento di S. Lorenzo per respirare “aria buona”e qui andò la cugina a visitarlo per raccomandargli una nobildonna. Padre Visi rispose che volentieri avrebbe pregato per lei ma ogni uno doveva portare la sua croce.
Nella stessa occasione D. Basilio gli riferì che sua cugina Cecilia voleva vederlo e che era in chiesa ad aspettarlo. Padre Filippo all’inizio fu restio ad incontrarla ma poi scese in chiesa. D.

Basilio si mise dietro il banco del magistrato ad ascoltare cosa si dicevano. L’incontro avvenne nella cappella di S. Rosa. Cecilia una volta visto l’illustre cugino si lamentò di essere sola. Padre Filippo rispose: “Come sei sola? E’teco Gesù Cristo e la Madonna ma se brami altra compagnia, poi entrare nel Conservatorio della Madonna SS.ma della Neve di questa città”.
La donna gli disse che aveva portato con se quattro uova ma il venerabile rispose: “Io non voglio ova, ma unicamente quello che da la tavola del padre S. Francesco”. La cugina pur di averlo qualche ora tutto per lei lo invitò a pranzo dicendo che aveva pronta una gallina.
Padre Filippo rispose: “Io non mangio fuori del Convento, mi contento della tavola di S. Francesco, della gallina fatene quel che volete”. Allora la donna lo pregò di orare per lei e gli rispose: “Questo lo farò volentieri ma aiutatemi ancor voi e non vi fidate totalmente delle mie orazioni”.
Detto questo si abbassò il cappuccio e tornò in convento lasciando la cugina in lacrime. D. Basilio rimase edificato nel vedere tanto distacco dai propri parenti, segno che ormai egli apparteneva solo a Dio e a San Francesco. Anche Cecilia Montagna rese testimonianza nel processo dell’incontro confermando quanto già deposto da don Basilio.
Un ringraziamento va a Padre Joe e alla comunità somasca di San Martino per la gioia con cui hanno accolto l’invito a ricordare il Ven Filippo illustre parrocchiano nel giorno anniversario della nascita. Un grazie particolare va a Mons. Roberto Mariani parroco dell’Unità pastorale Velletri Centro, al diacono Franco Montellanico a tutti i “ragazzi” di San Lorenzo, alla Confraternita di S. Antonio da Padova per l’accoglienza e la disponibilità. VI ASPETTIAMO




