2 Febbraio 2026

Appello ai Sindaci dei Castelli: Azioni Concrete per i Laghi e le Zone Umide

  • Non possiamo più permetterci ritardi e decisioni sbagliate. I laghi stanno morendo e con loro un patrimonio naturale unico. Ora servono azioni concrete

Comunicato stampa del Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani


Albano (Rm) – In occasione dell’audizione in Regione Lazio voluta dalla consigliera regionale Alessandra Zeppieri rinnoviamo l’Appello ai Sindaci dei Castelli Romani: Azioni Concrete per Salvare i Laghi e le Zone Umide.

Le amministrazioni comunali dei Castelli Romani devono finalmente agire per ridurre il consumo di acqua e suolo, salvaguardando i nostri laghi e le zone umide. Dopo quasi 40 anni di denuncia, studi e proposte avanzate dalle associazioni del Coordinamento, è inaccettabile che si continui a ignorare soluzioni efficaci, mentre si disperdono risorse pubbliche in progetti inefficaci che non riducono effettivamente i consumi idrici.


Le associazioni del Coordinamento, che per prime hanno denunciato la crisi dei laghi, hanno dedicato decenni di lavoro all’analisi del problema e alla formulazione di un piano integrato di soluzioni. Chiediamo che le amministrazioni comunali ascoltino chi ha maturato una conoscenza approfondita della situazione, anziché adottare interventi scollegati che rischiano solo di procrastinare la crisi ambientale.


Rivolgiamo un appello urgente al Comune di Castel Gandolfo affinché si apra un confronto serio e trasparente sul progetto delle gronde, su cui permangono gravi dubbi tecnici, e si blocchi immediatamente la trivellazione profonda, un’operazione che potrebbe destabilizzare le falde idriche e compromettere l’equilibrio idrogeologico dell’intera area.
I Sindaci dei Castelli Romani hanno la responsabilità di adottare politiche ambientali efficaci e lungimiranti. È tempo di attuare un vero piano di gestione sostenibile delle risorse idriche, abbandonando soluzioni tampone e ascoltando chi da sempre si batte per la difesa del nostro territorio.


Acque Reflue nei Laghi: Una Soluzione Falsa che Minaccia l’Ecosistema
L’abbassamento del livello dei laghi è un problema serio. Tuttavia, l’idea di immettere acque reflue, seppur depurate, direttamente nei laghi per compensare la perdita d’acqua rappresenta una falsa soluzione, con rischi ambientali significativi.


Sebbene i moderni impianti di depurazione possano rimuovere gran parte degli inquinanti, le acque trattate contengono comunque residui di nutrienti, farmaci, microplastiche e altri contaminanti emergenti che possono alterare l’equilibrio chimico e biologico dei laghi. L’eccesso di nutrienti, come azoto e fosforo, favorisce la proliferazione di alghe e cianobatteri, causando fenomeni di eutrofizzazione che riducono l’ossigeno disponibile per la fauna acquatica e alterano la biodiversità.


Inoltre, il ciclo naturale dell’acqua nei laghi è complesso e delicato. L’aggiunta di acque reflue può modificare la temperatura, la salinità e la qualità delle acque, con impatti negativi sulle specie autoctone e sulla capacità del lago di autodepurarsi. I Laghi non sono un deposito di acqua ma un ecosistema complesso e delicato.
La vera soluzione sta nella gestione sostenibile delle risorse idriche, nella riduzione dei prelievi e nella tutela dei bacini idrografici che alimentano i laghi. Solo un approccio basato sulla conservazione e sul rispetto degli equilibri naturali può garantire la salvaguardia di questi ecosistemi preziosi.


Basta nuove costruzioni: salvare i laghi dei Castelli Romani significa fermare il consumo di suolo
L’abbassamento dei laghi dei Castelli Romani è una crisi ambientale che non può più essere ignorata, in media i laghi calano di 30 cm l’anno, ormai hanno superato i 6,5 metri. Se vogliamo davvero invertire la rotta, servono azioni concrete: non possiamo più permetterci nuove costruzioni e cementificazioni.


Ogni metro quadrato di suolo consumato significa:
❌ Aumento dei consumi idrici , sia per le nuove abitazioni che per le attività commerciali.
❌ Meno acqua per le falde, perché il cemento e l’asfalto impediscono alla pioggia di infiltrarsi nel terreno, aggravando la crisi idrica.
Ridurre il consumo di suolo e ridurre del 30% i prelievi d’acqua sono le uniche vere soluzioni. Qualsiasi altro intervento è solo un palliativo. Proteggiamo il nostro territorio prima che sia troppo tardi!


Non possiamo più permetterci ritardi e decisioni sbagliate. I laghi stanno morendo e con loro un patrimonio naturale unico. Ora servono azioni concrete.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti, si prega di contattare: soslaghi@resedaweb.org

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