- Viaggio nel cuore di un istituto che cresce insieme al territorio
di Milo De Filippis
Nettuno 24 febbraio 2026 – La luce del mattino filtra dalle grandi finestre della sala del Consiglio. È una luce morbida, quasi sospesa, che sembra voler accompagnare un momento atteso da mesi: la prima seduta del nuovo Consiglio di Amministrazione della Banca Colli Albani e Nettuno – Credito Cooperativo.
Un appuntamento che, a prima vista, potrebbe sembrare solo un passaggio formale. Ma basta osservare i volti, i gesti, l’attenzione con cui i documenti vengono sfogliati, per capire che qui sta accadendo qualcosa di più profondo.

La banca entra in una nuova stagione. Una stagione che parla di crescita, di responsabilità, di radici che non si spezzano ma si rafforzano.
Una stagione che riguarda non solo l’istituto, ma l’intero territorio dei Castelli Romani e del litorale di Nettuno e Anzio.
Un territorio che cambia vede una banca che si trasforma. Per capire il senso di questa giornata bisogna uscire dalla sala del Consiglio e guardare fuori, verso le strade, i negozi, le botteghe, le scuole, le imprese familiari che animano questo pezzo di Lazio.
I Castelli Romani stanno vivendo una fase di transizione:
- le piccole attività cercano stabilità; i giovani imprenditori provano a costruire futuro in un territorio che alterna potenzialità e fragilità; il litorale, tra turismo e stagionalità, chiede strumenti moderni e credito responsabile.
- In questo scenario, la Banca Colli Albani e Nettuno – Credito Cooperativo non è solo un istituto finanziario: è un attore sociale, un punto di riferimento, un luogo di fiducia.
- “Crescere senza perdere l’anima” – Il Presidente racconta la visione
- Alla fine della seduta, il Presidente del CdA si ferma qualche minuto per condividere il senso di questa nuova fase. “Oggi abbiamo avviato un percorso che unisce due esigenze: crescere e restare fedeli alla nostra identità. La banca è più grande, più strutturata, ma non dimentichiamo chi siamo. La nostra forza è sempre stata la relazione con le persone. E questo non cambierà.”
- Le sue parole hanno il tono di chi conosce bene il territorio, di chi ha visto famiglie attraversare momenti difficili, imprese rialzarsi, giovani trovare un’opportunità.
- Dentro la seduta: strategie, priorità, visioni. La riunione è stata intensa, scandita da interventi che hanno toccato temi cruciali come rafforzamento della presenza territoriale, con sportelli più moderni e servizi personalizzati; innovazione digitale, senza perdere la relazione umana; sostegno alle famiglie, con strumenti chiari e accessibili; investimenti in sostenibilità e progetti sociali; collaborazioni con enti, associazioni e realtà produttive.

È un’agenda ambiziosa, ma coerente con la storia del Credito Cooperativo. “Il territorio ha bisogno di una banca che ascolta” – La voce dell’Istituto
Ancora con i documenti della seduta in mano, viene sintetizzata la sfida dei prossimi mesi: “Il contesto economico è complesso. Le famiglie cercano stabilità, le imprese hanno bisogno di credito responsabile, i giovani chiedono strumenti moderni. Il nostro compito è esserci, con concretezza. La prima seduta del CdA ha messo al centro proprio questo: ascolto e responsabilità.”
Si è parlato di innovazione, ma anche di prossimità, di digitale, ma anche di volti, nomi, storie. “Siamo una banca di prossimità, non un numero verde” – Il consigliere storico .
Tra i membri del nuovo CdA c’è chi ha attraversato anni di trasformazioni, e la sua voce porta con sé memoria e consapevolezza: “Il Credito Cooperativo ha un valore che non si misura solo nei bilanci: si misura nella fiducia. Noi conosciamo i nostri clienti, sappiamo cosa significa aprire un’attività a Velletri, a Genzano, a Nettuno, ad Albano. La nostra sfida è mantenere questa vicinanza anche mentre cresciamo.”
È una frase che racchiude l’essenza delle BCC: la banca come presenza, non come distanza. “Innovazione sì, ma con un volto umano”
Tra i nuovi ingressi c’è una componente più giovane, che porta uno sguardo fresco e contemporaneo: “Il digitale non è un nemico, è un alleato. Ma deve essere al servizio delle persone. Vogliamo strumenti più rapidi, servizi online efficienti, ma anche la possibilità di parlare con qualcuno che ti conosce. La nostra banca deve essere moderna senza diventare impersonale.”

Una visione che unisce futuro e tradizione, tecnologia e relazione. Infatti negli anni, la Banca Colli Albani e Nettuno ha sostenuto: associazioni culturali e sportive; scuole e progetti educativi; iniziative ambientali; attività sociali e parrocchiali; eventi territoriali.
Chi coordina queste attività lo racconta con passione: “Il territorio ci ha dato tanto. Il nostro compito è restituire. Non solo con il credito, ma con la presenza. Il nuovo CdA ha confermato che continueremo su questa strada, con ancora più attenzione ai giovani e alla sostenibilità.”
Oltre la banca: un ecosistema di relazioni. La forza dell’istituto non sta solo nei servizi, ma nella rete di relazioni che ha costruito con i Comuni del territorio; con le associazioni di categoria; con le realtà artigiane; con il mondo della scuola; con le parrocchie e il volontariato; con le imprese che rappresentano il tessuto economico locale.
La seduta si chiude, ma la sensazione è che qualcosa sia appena iniziato. “Un nuovo percorso che guarda al futuro con responsabilità, impegno e attenzione concreta alle esigenze delle comunità che serviamo.”
La Banca Colli Albani e Nettuno – Credito Cooperativo entra in una nuova stagione. che unisce crescita e radici, innovazione e prossimità, visione e concretezza: dal territorio, per il territorio.




