- Il consiglio comunale di oggi 1° aprile si è tenuto a Velletri per il rotto della cuffia, con la maggioranza ridotta all’osso: assenti i 4 consiglieri di “Difendere Velletri” e il presidente del consiglio Salvatore Ladaga (FI)
Di Milo De Filippis
Velletri 1 aprile 2026 – Il sindaco Cascella ha glissato in aula, ma la nota durissima di Forza Italia e Patto Popolare pubblicata nel pomeriggio mette a nudo, ancora una volta, la crisi che va avanti da mesi e che oggi ha trovato la sua fotografia più impietosa.

Il consiglio comunale di oggi passerà alla storia locale come la seduta del numero legale per miracolo. Con 9 consiglieri di maggioranza in aula — appena il minimo indispensabile per la seconda convocazione — e 8 di minoranza, il sindaco Ascanio Cascella ha portato a termine i lavori come se niente fosse. Ma l’immagine di un’assemblea svuotata dei propri alleati, insieme alla nota diffusa nel pomeriggio da Forza Italia e Patto Popolare, racconta una storia ben diversa.
Assenti in blocco i 4 consiglieri del gruppo “Difendere Velletri”, che da giorni avevano annunciato la propria astensione da ogni seduta istituzionale fino a quando non fossero state accolte le loro richieste di verifica della maggioranza.
Assente anche il presidente del consiglio Salvatore Ladaga, di Forza Italia: la sua poltrona ‘occupata’ da Faliero Comandini è diventata il simbolo plastico di un centrodestra che non regge più.
La cronaca di questi giorni non lascia spazio a sorprese. La crisi nella coalizione di governo si trascina da mesi, ma è esplosa in modo definitivo la settimana scorsa, quando “Difendere Velletri” ha recapitato formalmente alle segreterie di tutti i partiti di maggioranza una lettera di rottura.

Primo strappo nel maggio 2025: Forza Italia avanza, con una mozione congressuale, la richiesta di un “pit-stop” e di un tavolo politico per rimettere al centro il programma e la collegialità. Il sindaco non risponde.
Il 30 dicembre 2025, seduta del bilancio al cardiopalma: Fratelli d’Italia attacca in aula, il sindaco Cascella abbandona la seduta minacciando le dimissioni. Il numero legale viene salvato dall’opposizione (PD e Noi Domani), per responsabilità verso i lavoratori delle partecipate comunali.
Il 26 marzo 2026, “Difendere Velletri” invia la lettera formale di rottura: il gruppo annuncia che non parteciperà al consiglio comunale né alle riunioni di giunta fino a quando non riceverà chiarimenti. La notizia viene pubblicata dai media locali.
Forza Italia e Patto Popolare, il 28 marzo 2026, riuniscono il direttivo e chiedono formalmente il rinvio del consiglio comunale e l’apertura di un tavolo politico urgente. Il comunicato, firmato dalla segreteria e dall’ufficio stampa, viene inviato alle redazioni locali.
Si arriva a ieri con la Prima convocazione del consiglio: la maggioranza è quasi interamente assente. Presenti solo il sindaco, l’assessore Simonetti e il presidente Ladaga. Il consiglio non raggiunge il numero legale e si rinvia al giorno successivo.

Oggi in Seconda convocazione: 9 consiglieri di maggioranza, 8 di opposizione. Il minimo sindacale. Difendere Velletri assente, Ladaga assente. Assessore Neri assente. Il consiglio si tiene. Cascella in aula non dà nessuna risposta sulla crisi.
Di fronte all’opposizione che chiedeva chiarimenti sulle assenze e sullo stato della maggioranza, il sindaco Cascella ha scelto la linea del minimizzare. Ha spiegato di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali sulle difficoltà politiche — nonostante il comunicato di Forza Italia fosse stato inviato alle redazioni dallo stesso ufficio stampa di Ladaga già il 28 marzo — e ha attribuito le assenze genericamente a ragioni personali. Quanto a “Difendere Velletri” e Forza Italia, ha parlato di «vacanza pasquale».
Ha poi difeso il presidente del consiglio Ladaga, “escludendo motivazioni politiche” nella sua assenza e lodandone il senso delle istituzioni. L’opposizione non ci ha creduto. Mauro Leoni ha chiesto esplicitamente al sindaco di chiarire «se sussistano le condizioni per proseguire l’azione amministrativa».
Edoardo Menicocci ha definito «paradossale» dichiarare che non vi fossero aggiornamenti con parte della maggioranza fisicamente assente dall’aula. Giulia Ciafrei ha ricordato che il consiglio comunale non si può normalizzare con comunicati stampa e post sui social.
Nel pomeriggio, la Direzione politica di Forza Italia e Patto Popolare ha diffuso una nota che non lascia spazio a interpretazioni. Sotto l’eloquente titolo «Se non siamo ai titoli di coda, poco ci manca», i forzisti smontano punto per punto le parole del sindaco.
«Non siamo in vacanza pasquale, continueremo a svolgere con impegno e passione la nostra attività politica […] restiamo convinti della necessità di una verifica della attuale maggioranza e della risoluzione delle problematiche più volte segnalate in tutte le Sedi istituzionali e non.»
I forzisti respingono anche l’idea — avanzata da Cascella — di risolvere la crisi con incontri personali «ad uno ad uno» con i consiglieri, definita una logica «privatistica» di democristiana memoria incompatibile con la trasparenza istituzionale.
E alzano ulteriormente la posta: ricordano che «tre dei cinque componenti» che costruirono la coalizione originale «oggi non ci sono più o sono fortemente critici». Non basta: avvertono che una eventuale ipotesi di allargamento della maggioranza «non ha riscosso gran credito» e — dettaglio politicamente esplosivo — che tale ipotesi «non può essere condivisa dal primo partito della coalizione di governo, ovvero Fratelli d’Italia».
Forza Italia e Patto Popolare confermano inoltre di aver ricevuto formalmente le richieste di “Difendere Velletri” e di condividerle nella loro direzione politica. Una presa di posizione che geometricamente isola il sindaco Cascella e la Lega, unico partito della coalizione a non aver espresso riserve pubbliche sulla sua guida.
Forza Italia nella nota lascia cadere un’altra bomba a orologeria: «la mancanza del rispetto di alcune procedure che potrebbero addirittura invalidare il lavoro di quest’oggi in Consiglio Comunale, ma di cui parleremo su di un’altra nota».
Una riserva che apre a possibili ricorsi o contestazioni formali sulle delibere approvate nella seduta odierna — un fronte giuridico-istituzionale che potrebbe rivelarsi dirompente nelle prossime ore.
La crisi politica si sovrappone a un contesto cittadino già teso. Nei giorni scorsi oltre 300 tra cittadini e commercianti sono scesi in piazza contro l’amministrazione, denunciando il degrado del centro storico, le buche nelle strade, i cantieri infiniti e i ritardi sui progetti PNRR.
Anche l’opposizione di sinistra — da AVS a Rifondazione Comunista — parla ormai apertamente di «fine ciclo» e chiede le dimissioni del sindaco.
Venerdì 3 aprile, secondo i rumors che girano in città Fratelli d’Italia avrebbe convocato il sindaco per un incontro potenzialmente decisivo. Quel confronto, alla luce di quanto accaduto oggi, assume il carattere di una resa dei conti. Per Cascella, la prossima settimana potrebbe davvero segnare la svolta — in un senso o nell’altro.




