- “Questo Lago non è Ibiza e non ci diventa”, sostiene il Comitato Boschi Colli Albani
a cura del Comitato
Nemi 15 luglio 2026 – L’assembela settimanale del “Comitato per la protezione dei boschi dei Colli Albani” si è svolta vicino al museo delle navi di Nemi per rendersi conto delle dimensioni del nuovo ecomostro voluto sia dal comune (centrodestra) che dalla Città Metropolitana (centrosinistra).
Stiamo da anni lottando affinché le acque di Nemi ed Albano, gestite da ACEA per conto dei comuni, vengano tutelate ed invece di investire in progetti concreti in questo senso, le uniche opere che vediamo riguardano la turistificazione su laghi che vanno verso il prosciugamento.

Nel caso specifico, si parla di un per noi insensato progetto da 1 milione di euro, stando alla cartellonistica di cantiere che ne prevedeva la costruzione in un anno (dal 28 maggio 2025 al 28 maggio 2026), mentre il comunicato della Città Metropolitana riportava 1,5 milioni di euro….
Chiediamo la rimozione entro 48 ore, cioè sabato mattina, di quel pugno agli occhi gettato dalle betonierie davanti lo “Specchio di Diana”, a due passi dal museo.
Per questo, durante l’assemblea abbiamo chiamato e parlato con la polizia locale di Nemi, i carabinieri forestali di Velletri e i guardiaparco dell’ente; nessuno è intervenuto ma, ci è stato assicurato, passeranno tra domani e dopodomani.
Auspichiamo che rilevino le irregolarità delle colate di cemento, sanzionino i responsabili e facciano smantellare il cantiere, come già successo durante la grande mobilitazione di fine gennaio 2024 dove riuscimmo ad avere la meglio su un cantiere simile.
Era più piccolo, da 30.000 euro sempre pubblici naturalmente, sulla spiaggetta dell’ex-Fiocina Nonostante le rassicuranti dichiarazioni del sindaco di Nemi, che disse che si trattava di una pedana con accesso per disabili quando invece era un terrazzone a palafitta costruito con inserti in cemento sul bagnasciuga coi fondi del “distanziamento da Covid”, il cantiere sparì.
Dei soldi impegnati a nome della collettività non abbiamo avuto invece notizie.
Anche oggi abbiamo letto le sue dichiarazioni, del tutto simili a quelle del progetto naufragato a furor di popolo nell’inverno del 2024, e siamo quindi fiduciosi che tutto ciò finirà allo stesso modo.

Non per scaramanzia ma perché sarebbe la degna fine dello scempio.
Resta alta la nostra vigilanza: si è deciso di presenziare mattina e pomeriggio nell’area di cantiere di ciò che viene spacciato come “Sport Lineare“, (cfr il comunicato di Città metropolitana al link https://www.cittametropolitanaroma.it/notizia/sport-e-natura-a-nemi-partono-i-lavori-del-percorso-lungolago-al-via-i-lavori-per-linnovativo-impianto-sportivo-lineare-sul-lago-finanziato-dal-pnrr/ ) così da poter vedere cosa accadrà ed informare la popolazione e i/le numerosi/e appassionati/e del lago.
Scaduti i termini decisi in assemblea, se il cantiere non sarà smantellato ed i luoghi non saranno ripristinati faremo appello alla mobilitazione di massa.
Tra l’altro, è da novembre scorso che aspettiamo gli atti e i documenti richiesti agli uffici comunali e che sono inerenti a questo fantasmagorico progetto, del quale non è stato pubblicato praticamente nulla, a parte un “Progetto Definitivo” di poche pagine che prevede pure l’asfaltatura di 365 metri della salita del Perino dalla ex-Fiocina.
Ricordiamo che venerdì 24 luglio stiamo organizzando un presidio con assemblea pubblica alle 10 di mattina sotto la sede dell’Ente Parco a Rocca di Papa, al quale abbiamo chiesto un incontro in delegazione e la consegna di dati ed atti pubblici.
Quel giorno chiederemo di nuovo una totale inversione di rotta su boschi,progetti impattanti (tra cui il benzinaio al posto del vivaio sempre a Nemi), sfruttamento turistico delle “location” naturali, approccio alla biodiversità e presa di posizione su inceneritore e livelli minimi dei due laghi (già ampiamente superati purtroppo a nostro avviso).
L’assemblea si è conclusa con le decisioni di realizzare un corteo sabato 3 ottobre a Rocca di Papa, da costruire insieme alle numerose altre realtà di lotta dei Castelli Romani, e un incontro pubblico il giorno successivo sul percorso iniziato affinché il parco diventi nazionale.




