20 Luglio 2026

Dalla promessa dei Pratoni del Vivaro all’incognita ‘Colle Rosso’

  • A chi giova davvero il trasferimento in quella zona sperduta di Velletri della Festa del Fungo Porcino ‘di Lariano’?
  • Retroscena e misteri si susseguono per la decisione di una location che quanto meno fa discutere sia i cittadini di Lariano, per un verso e di Velletri per un altro, sia la classe politica dei due comuni

di Milo De Filippis


Velletri 18 giugno 2026 – Per settimane, dopo il clamoroso divorzio da Lariano, era stata presentata quasi con toni trionfalistici la nuova sede della Festa del Fungo Porcino: i Pratoni del Vivaro, un’area di pregio naturalistico nota ben oltre i Castelli Romani, facilmente raggiungibile e capace, almeno sulla carta, di offrire spazi adeguati a una manifestazione che negli anni è cresciuta fino a diventare uno degli appuntamenti gastronomici più importanti del Lazio.

L’unica perplessità emersa riguardava semmai la compatibilità ambientale di un evento capace di richiamare decine di migliaia di persone in una zona di elevato valore paesaggistico. Il dibattito sembrava quindi concentrarsi sulla tutela dell’ambiente e sulla necessità di evitare che un grande afflusso di visitatori potesse alterare uno degli scenari più caratteristici dei Castelli Romani.

Poi, improvvisamente, qualcosa è cambiato.

Dalle comunicazioni successive è emersa una localizzazione differente: Colle Rosso, nella campagna meridionale di Velletri. Una realtà ben diversa da quella inizialmente evocata. Non più i Pratoni del Vivaro, ma una zona isolata, priva di una vera urbanizzazione, raggiungibile attraverso strade secondarie che molti residenti descrivono come strette e in alcuni tratti dissestate.

Una scelta che inevitabilmente suscita interrogativi.

Se l’obiettivo era garantire un salto di qualità e una migliore fruibilità rispetto a Lariano, la nuova collocazione sembra invece presentare problemi evidenti di accessibilità. La mancanza di collegamenti pubblici, la dipendenza quasi esclusiva dall’automobile, le difficoltà per anziani e persone con disabilità e la lontananza dai principali centri abitati rappresentano criticità che non possono essere ignorate.

Vi è poi un ulteriore elemento che merita attenzione. L’area è prossima alla zona del ‘Teatro di Fieno,’ interessata nell’estate scorsa da eventi e manifestazioni e caratterizzata da una forte esposizione ai rischi tipici del periodo, compreso quello degli incendi, tema che negli ultimi anni ha assunto un peso sempre maggiore nella pianificazione di eventi all’aperto.

Di fronte a questo scenario, la domanda sorge spontanea: a chi giova realmente questa scelta?

Agli organizzatori, che potrebbero aver trovato una disponibilità logistica altrimenti difficile da ottenere? Ai proprietari delle aree interessate, che vedrebbero valorizzati terreni finora marginali? Al territorio veliterno, che acquisisce una manifestazione costruita in oltre trent’anni di storia e profondamente legata all’identità di Lariano?

Sono interrogativi legittimi, ai quali sarebbe auspicabile una risposta trasparente.

Perché ciò che colpisce è soprattutto il contrasto tra la narrazione iniziale e la realtà che sembra emergere oggi. Si era parlato di una sede prestigiosa e facilmente accessibile; ci si ritrova invece a discutere di una località sperduta nella campagna, priva di servizi e con criticità infrastrutturali evidenti.

Naturalmente spetterà agli organizzatori dimostrare che tali preoccupazioni siano infondate e che siano stati predisposti adeguati piani per la viabilità, la sicurezza e la gestione delle emergenze.

Resta però una considerazione di fondo.

Una manifestazione che ha costruito la propria fortuna grazie alla partecipazione popolare e al legame con il territorio dovrebbe avere come primo criterio quello della fruibilità da parte dei cittadini. Se la scelta di Colle Rosso fosse stata dettata esclusivamente dalla disponibilità di spazi, senza una valutazione approfondita dell’accessibilità e dell’interesse generale, allora il rischio è che a prevalere siano convenienze particolari più che il bene collettivo.

E proprio qui risiede il nodo centrale della vicenda: se molti cittadini faticano ancora a comprendere le ragioni del trasferimento e a individuare i benefici per la collettività, mentre risultano più evidenti quelli per alcuni soggetti direttamente coinvolti, è inevitabile che la domanda continui a circolare: a chi giova davvero questa scelta?

Un interrogativo che, in una società democratica, non dovrebbe essere considerato una polemica, ma una richiesta di chiarezza.

Camion di tronchi fuori strada sulla Tuscolana verso Le Macere

di Bruno Trinca Artena 20 luglio 2026 – Un camion carico di tronchi di castagno è uscito di strada questa mattina, prima…

Continua a leggere ...

Velletri nella storia: Alessandro Cianfoni sul tetto del mondo nell’Apnea Paralimpica

di Nicolò Meconi Velletri 20 luglio 2026 – Ormai non ci si sorprende più leggere il suo nome lì in alto. Ancora…

Continua a leggere ...

Palo della linea telefonica si abbatte su una recinzione privata

di Gaia Paronesso Velletri 20 luglio 2026- Venerdì 17 luglio poco prima delle ore 21:00 a Velletri in Via Selvanova I all’altezza…

Continua a leggere ...

Festa della Mamma

Idee per un Regalo - 331.434.16.37