22 Aprile 2026

Due degli stranieri arrestati ad Ariccia legati al terrorismo: espulsi

I due pusher, tunisini, erano entrati illegalmente in Italia lo scorso anno; uno apparteneva, secondo l’accusa, agli ambienti radicali mentre l’altro frequentava soggetti, ritenuti pericolosi, già monitorati dalle forze dell’ordine


di Luigi Alerti


Ariccia, 4 gennaio 2025 – I Carabinieri della Stazione di Ariccia hanno arrestato quattro cittadini tunisini di età compresa fra i 21 e i 31 anni per detenzione di droga. Di questi, due sono stati identificati come legati a reti terroristiche internazionali, ha confermato il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Si tratta di Khalef Mohamed Hamdi, alias Mohamed Nouioui, 30 anni, e Anis Thawedi, alias Anis Dhaouadi, di 34 

L’operazione si è svolta nel centro storico di Ariccia, dove i quattro risiedevano in un’abitazione usata come base per lo spaccio di droga. Durante l’operazione, sono stati trovati e sequestrati 4 grammi di eroina, 29 grammi di cocaina e 125 grammi di hashish, oltre a strumenti per il confezionamento delle dosi e 330 euro in banconote di piccolo taglio.

Convalida degli Arresti e Rimpatri

Comparsi davanti al gip del tribunale di Velletri hanno ricevuto una condanna a un anno e a 4mila euro di multa, ma poi il questore Roberto Massucci ha disposto il loro trasferimento nel centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, dopo aver ottenuto dal giudice la sospensione condizionale della pena. (Il gip li aveva rimessi in libertà). 

Sbarcati nel 2024 in Sicilia 

Da quanto è emerso dagli accertamenti investigativi, il primo era entrato illegalmente dalla frontiera marittima di Trapani lo scorso 12 luglio, mentre il secondo era sbarcato invece a Lampedusa il 7 maggio precedente ma aveva formalizzato il 16 maggio la domanda di asilo alla Questura di Caltanissetta. Era stato collocato in un Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) dal quale tuttavia si era allontanato senza permesso il 30 maggio diventando clandestino sul territorio nazionale e senza aver ultimato l’iter sulla sua domanda di protezione internazionale

Il Ministro Piantedosi ha dichiarato che questo è un chiaro segnale della determinazione dello Stato nel contrastare qualsiasi forma di criminalità e illegalità.

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