- Al centro delle battaglie i temi scottanti del momento sollevati principalmente dalle associazioni
di Luigi Alerti
Castelli Romani – 6 agosto 2025 – L’estate 2025 si preannuncia calda non solo per le temperature, ma anche per la mobilitazione civica che coinvolge i Castelli Romani. Il Coordinamento Ambientalista del territorio ha lanciato un appello alla cittadinanza per difendere suolo, acqua e biodiversità da tre gravi minacce: l’inceneritore, la crisi idrica e la liberalizzazione della caccia.

Secondo gli ambientalisti, l’eventuale costruzione dell’inceneritore rappresenterebbe una vera e propria “bomba ecologica” per l’area, con conseguenze devastanti per la qualità dell’aria e del suolo. “Invece di puntare sul riuso e sul riciclo – denunciano – l’inceneritore consumerà risorse preziose e aumenterà le emissioni climalteranti, aggravando la crisi climatica”.
Non meno urgente è l’emergenza idrica. I laghi di Albano e Nemi registrano livelli sempre più bassi, i pozzi si prosciugano e le zone umide, riconosciute come patrimonio naturale a livello europeo, rischiano di scomparire. “Assistiamo impotenti a un impoverimento ambientale che mette in pericolo la biodiversità del Parco dei Castelli Romani”, sottolineano gli attivisti.
Alla difesa dell’ambiente si intreccia anche l’impegno civile e internazionale: il Coordinamento ha infatti espresso solidarietà al popolo palestinese, condannando “ogni complicità nel genocidio in corso” e ribadendo il legame tra giustizia sociale e difesa dei beni comuni.
Il 13 settembre, infine, gli ambientalisti scenderanno in piazza per opporsi alla liberalizzazione della caccia, definita un “attacco diretto alla biodiversità” del territorio.
“Difendere il territorio significa difendere la vita – spiegano dal Coordinamento –. È il momento di unire le lotte: contro l’inquinamento, la siccità e ogni minaccia alla nostra terra e alla nostra comunità”.




