L’ex Sindaco di Velletri ed attuale Assessore ai Lavori Pubblici ribadisce quanto aveva già comunicato, anche alla nostra redazione: “volevo e voglio solo il bene di Velletri”
di Daniele Favale
Velletri (Rm) – Nella mattinata di lunedì 13 maggio, si è svolto il Consiglio Comunale straordinario a Velletri per parlare della trasmissione “100 minuti”, andato in onda su La7 l’8 aprile scorso. Tra i numerosi interventi c’è stato anche quello di Fausto Servadio, già Sindaco della nostra città per 10 anni, Assessore ai Lavori Pubblici.
L’ex Primo Cittadino anch’esso apparso nella trasmissione ci ha tenuto a fare alcune precisazioni su ciò che è andato in onda, parlando anche del suo operato precedente e di ciò che verrà.
Di seguito il suo intervento
“Ci tenevo tanto a fare questo intervento. Sembra che io non abbia fatto nulla per legalità e sicurezza nei miei mandati. Doveva venire La7 per far sapere che a Velletri ci sono stati vecchi omicidi e che c’erano alcune famiglie con comportamenti non adeguati. Molti di noi, compresi io, Ladaga ed il Sindaco siamo stati presi per fare l’intervista come se noi fossimo parte integrante dei fatti.

Le forze dell’ordine hanno faldoni pieni di questi fatti e quindi non serviva una trasmissione. Durante i 10 anni del mio mandato sono state fatte tantissime attività e prese misure di sicurezza. Io la notte, durante il mio mandato, andavo in giro di notte a controllare la situazione e la gente allora tremava perché non andavo in maniera troppo democratica. Non voglio far passare proprio il messaggio che io ero addormentato, volevo e voglio solo il bene di Velletri. E’ sempre stato il mio unico obiettivo.
Sono indignato per il tanto fango che si sta gettando sulla nostra città. Le vicende erano già note. Noi, come amministrazione, non possiamo intervenire in prima persona. Abbiamo tantissime forze dell’ordine che devono occuparsi di questi problemi. Sono sempre stato una persona onesta, ho sempre messo la legalità in cima alle priorità e bisogna avere rispetto per chi lavora per la comunità ed il benessere dei cittadini.
Viviamo in una città che ha fatto la fame, distrutta dalla guerra. Siamo un paese che si è ripreso grazie la lavoro dei contadini e bisogna avere assolutamente rispetto di tutto ciò. Il ruolo che ricopro non è facile, bisogna avere tanta esperienza. Lavoro da quando avevo 10 anni e so quello che posso dare alla città. Qualora ci fosse incompatibilità con il mio lavoro e il mio ruolo nella giunta sono pronto a dimettermi, ma non perché me lo dice qualcuno. Questa Amministrazione merita rispetto perchè sta pensando al bene della città e lo sta facendo vedere”.





