La 29ª Edizione della Festa delle Camelie si è recentemente conclusa, ma secondo Mauro Leoni, consigliere d’opposizione del Comune di Velletri, l’evento meritava una impostazione più idonea alla festa
di Daniele Favale
Velletri (Rm) – L’esperienza organizzativa di tante iniziative, ha messo il consigliere Mauro Leoni nel fare un’analisi costruttiva sull’evento facendo emergere i perché della sua parziale delusione.

Lo fa pubblicamente attraverso i suoi canali social, dopo aver partecipato all’evento come semplice cittadino. Durante una passeggiata tra la gente, in particolare lungo Corso della Repubblica, ha notato una partecipazione poco coinvolta e disorientata, alla ricerca di qualcosa che la potesse emozionare e intrattenere. Leoni, pur non volendo scatenare polemiche, ha voluto fare delle riflessioni a freddo su ciò che ha visto e vissuto, cercando di comprendere cosa abbia funzionato e cosa, invece, abbia deluso.

“Non per polemica, ma per cercare di capire come migliorare”, ha scritto.
Secondo lui, la festa ha bisogno di una visione più chiara e di punti fermi ben definiti per accontentare un pubblico che non sceglie l’evento per partecipare a una “sagra di paese”, ma per vivere un’esperienza culturale di qualità.
Il Consigliere ha ribadito che la Festa delle Camelie dovrebbe ruotare attorno a temi come i fiori, l’arte, il romanticismo, la poesia, le tipicità locali e la cultura, cercando di offrire un’esperienza che vada oltre le tradizionali sagre.
Ha sottolineato l’importanza di curare la qualità, dall’enogastronomia alla musica, e di puntare su iniziative che abbiano già dimostrato il loro successo in edizioni passate, come quelle dal 2018 al 2023.
Sebbene abbia riconosciuto alcuni tentativi di rimanere fedeli a questi principi, Leoni ha anche evidenziato come alcune scelte siano state poco originali.
“Purtroppo, temi già visti nelle passate edizioni sono stati riproposti, mentre sarebbe stato più apprezzato qualcosa di nuovo e originale. Il coinvolgimento del teatro è stata una scelta positiva, ma la musica e l’atmosfera, purtroppo, non erano appropriate per il contesto”, ha commentato.
Secondo lui, il pubblico da questa festa si aspetta di ammirare qualcosa di bello, assaporando magari un dolce tipico, piuttosto che partecipare a un evento con panini e porchetta o salsiccia, che secondo lui sarebbe più adatto ad altri tipi di manifestazioni, il tutto contornato da momenti di buona musica.
Leoni ha anche osservato che l’organizzazione dell’evento, pur avendo dei momenti validi, ha mancato di coesione.
“Ho avuto la sensazione che, a tratti, l’obiettivo fosse quello di creare un evento di qualità, ma in altri momenti sembrava di essere di fronte a una semplice sagra”, ha scritto.
A fronte di un investimento pubblico di circa 60-70 mila euro, Leoni ha dichiarato di aspettarsi un risultato migliore, sia come consigliere comunale sia come cittadino.
Nonostante le critiche, ha voluto comunque esprimere un elogio a Sabrina Di Stazio per il suo contributo al progetto, che secondo lui è stato uno degli aspetti più riusciti e positivi della manifestazione.
“Il progetto messo in scena da Sabrina Di Stazio merita tutta la mia ammirazione!” ha concluso il consigliere.
In sintesi, Leoni ha usato i suoi canali social per commentare l’edizione di quest’anno, esprimendo il suo disappunto per una festa che, a suo avviso, ha perso la sua identità e non è riuscita a rispecchiare le aspettative di chi, come lui, sperava in un evento più curato e culturalmente più curato.




