- Gli stessi gestori del progetto parlano di incendio doloso. La struttura è ora sotto sequestro per consentire le indagini
- “Ci rimboccheremo le maniche come abbiamo sempre fatto”. Intanto è iniziata una gara di solidarietà per sostenere la ricostruzione tramite una campagna di crowdfunding
di Paola Favale
Velletri 22 ottobre 2026 – Un incendio doloso ha devastato la palestra del Dopo Lavoro Ferroviario (DLF) nella notte di lunedì 19 ottobre 2026.
L’intervento immediato delle forze dell’ordine e dei tecnici della scientifica ha confermato la natura dolosa del rogo, portando al sequestro preventivo dell’intera struttura.

I danni materiali sono gravissimi. Il bilancio dell’incendio è pesante, la sala pesi è stata completamente distrutta. Gli attrezzi sono irrecuperabili, così come i pavimenti, gli specchi e l’intero impianto di illuminazione. Nell’area pugilato sono stati seriamente danneggiati gli infissi, le finestre e il controsoffitto.
La realtà del DLF è presente sul territorio da ben 11 anni. Nata dal sacrificio, dalla dedizione e dal lavoro manuale dei suoi soci, la struttura non è solo un centro sportivo.

Nel tempo è diventata un vero e proprio polo sociale, arricchito da un pub e da un’area di ritrovo. Il punto di forza è sempre stato il perfetto binomio tra prezzi accessibili a ogni fascia d’età e un servizio di alta qualità, capace di portare risultati concreti agli atleti locali.
Attorno al Dopolavoro Ferroviario si è sviluppata negli anni una fitta rete di iniziative. Questa rete comprende il doposcuola, le attività del circolo Arci e le collaborazioni con il Centro di salute mentale, il Tribunale per i minorenni, l’ALFAD e le scuole.
La palestra, insomma, non è soltanto un luogo dedicato allo sport. Per questo i responsabili spiegano che una parte di queste attività sociali potrà proseguire anche durante la chiusura della struttura e le attività sportive,

tra l’altro, non si fermeranno del tutto: gli atleti continueranno a prepararsi per la Halloween Cup in Irlanda e i corsi di pugilato verranno temporaneamente trasferiti negli spazi della ex Casermaccia.
Nonostante lo shock e l’amarezza per un attacco che colpisce direttamente i bambini e i giovani che frequentano i corsi, i responsabili hanno espresso la volontà di non arrendersi tramite una nota ufficiale:
“L’aggregazione fa paura, uno spazio libero fa paura, uno spazio sociale e politico fa paura. Negli anni abbiamo costruito tanto in questo luogo: lotte, legami. Una piccola fortezza in cui ritrovarsi, in cui ragionare insieme e organizzarsi.
Tutto questo a molti fa paura. La palestra popolare DLF fa paura, perché da anni è un polo aggregativo, una palestra che ha raggiunto grandi obiettivi partendo da zero. È uno spazio che dà opportunità, dove mettersi in gioco, condividere esperienze, crescere. È una casa.“

Il comunicato prosegue con determinazione, ribadendo la centralità del progetto per il tessuto urbano:
“Noi non ci spaventiamo, ci rimbocchiamo le maniche e continuiamo, forti di una rete solida costruita negli anni, forti del fatto che non daremo mai la soddisfazione a nessuno di stare chiusi anche un solo giorno in più del dovuto.
Noi continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto, dimostrando quanto questo spazio sia importante. È stato fatto un attacco non pensando a cosa avrebbero tolto alla comunità. Un atto di ignoranza, ma noi questa ignoranza la curiamo con i fatti.”

I gestori hanno tenuto una conferenza stampa proprio al DLF per ringraziare l’intera cittadinanza per l’enorme ondata di solidarietà, aiuto e vicinanza ricevuta nelle ore immediatamente successive al disastro.
Per far risorgere la struttura, però, servono fondi ed è per questo che è partita una raccolta fondi ufficiale: chiunque volesse contribuire e fare una donazione per la causa può farlo tramite questo link:
https://buonacausa.org/cause/ricostruzione-palestra-popolare
oppure visitando la pagina ufficiale della campagna su BuonaCausa.org., ma il DLF lancia un appello accorato al territorio cercando anche professionisti per la redazione di progetti tecnici e certificazioni.
Forza lavoro qualificata (in particolare ditte edili e imprese di pulizie). Volontari disposti a dare una mano nei lavori manuali di ripristino.
Un’opportunità per dimostrare, concretamente, che uno spazio di aggregazione così importante non può e non deve rimanere chiuso un solo giorno in più del dovuto.




