- I vigneti dell’ azienda sono dislocati su 5 lotti di terreno si cui 4 ricadenti nel territorio di Velletri e 1 sul comune di Cisterna di Latina
- I terreni sono di matrice vulcanica e tufacea, intorno alla cantina si vedono ancora le stratificazioni delle eruzioni e all’orizzonte sta silente il monte Artemisio
di Anna Morsa
Velletri 21 marzo 2026 – Nella nostra campagna, a sud est, tra le nostre fertili colline, protette dal Monte Artemisio, vi è un’azienda, una cantina Bio, con filari sorretti da pali di legno, non invasivi e naturalmente biodegradabili, un’eccellenza locale, che merita di essere visitata, quella di Marco Serra.
L’azienda Marco Serra nasce nel 2002, ma già il padre Rolando e prima ancora il nonno Renato custodivano con sapienza la tradizione e i valori della Terra e che hanno saputo tramandare saggiamente a Marco.


Dal 2002, racconta Marco, dopo aver convertito i vigneti, con un’attenzione ai vitigni autoctoni, impiantando Bellone e Malvasia puntinata che affiancano Sangiovese, Montepulciano, Merlot, Malvasia di Candia e Trebbiano, nei vari appezzamenti, ha orientato l’azienda sempre più alla qualità, con i suoi cinque appezzamenti, nessuno uguale all’altro.
Nel 2016 nell’ottica di un ulteriore miglioramento qualitativo dei prodotti finali e della sostenibilità ambientale l’azienda ha aderito al programma di agricoltura biologica ottenendo la certificazione nel 2019.
L’agricoltura biologica aumenta la biodiversità del suolo del 30% rispetto a quella convenzionale, promuovendo un ecosistema vivo e resiliente. Attraverso la sostanza organica, rotazioni, sovescio e lavorazioni minime, si nutre il terreno invece delle piante, favorendo microrganismi benefici che sopprimono le malattie e migliorano la fertilità. Un sistema che rispetta l’equilibrio naturale, rendendo l’azienda più sostenibile, spiega Marco.


Egli ancora stacca i grappoli e defoglia manualmente con la dovuta cura, secondo l’antica tecnica tradizionale, mantenendo così intatta la freschezza aromatica. Una pratica costosa e faticosa, ma che permette la produzione di vini di alta qualità, capaci di raccontare il territorio.
La campagna di Marco Serra, testimonia la saggezza dei luoghi, alla testata dei filari puoi trovare la pianta di carciofo, dal colore violaceo intenso, al posto delle rose, in attesa di poter diventare ad aprile un piatto tipico, come il carciofo alla Matticella, tanto amato dai velletrani.

Negli spazi incolti, la natura accumula valore e puoi trovare le erbe spontanee commestibili o le piante di fagiolo, per ottimizzare strategicamente le risorse, come ricorda Marco.
Così come è necessario difendere la cultura del risparmio, il valore dell’acqua che non va sprecata, un bene prezioso da proteggere.
“L’agricoltura moderna, richiede sempre più competenza, tecnologia, costanza e cultura. Oggi la figura del contadino tradizionale, l’ignorante a cui non piaceva andare a scuola, è superata. Egli deve avere competenze sulla normativa, conoscere le norme sulla sicurezza e la tracciabilità alimentare; deve conoscere la biologia, conoscere il ciclo vitale delle piante, la genetica per la selezione dei sementi; elementi di chimica, di tecnologia…” conclude Marco Serra.
Dall’armonia tra terra, vite, saggezza esperienza e tradizione nascono in azienda dei vini eccezionali: il PHOEBI bianco di 13°con sentori di mela verde, erbe di campo e fiori bianchi; il PHOEBI rosso rubino, con vitigno Montepulciano 70% Sangiovese 30%, con sentori di frutti rossi e ribes, di 13,5°, il cui nome è dato da un timbro di epoca romana, ritrovato nei terreni; il VELESTER (antico nome della città) un passito di malvasia bianca di Candia di 15°; lo spumante QIAVILLI di malvasia bianca di Candia di 12,5°, caratterizzato da un perlage sottile e persistente, affinato in bottiglia 24 mesi.

Invito tutti a far visita a questa Azienda per sperimentare un’esperienza di reale vita contadina, accompagnata dalla narrazione del territorio, di fatti, aneddoti e cultura velletrana.




