Per l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) la stazione di Lanuvio, posta sotto l’edificio di Villa Sforza Cesarini, rappresenta un punto fondamentale nelle rilevazioni per allerte sismiche
Lanuvio (Rm) – Le Reti strumentali sono alla base del sistema progettato e sviluppato nel corso degli anni dall’INGV per studiare e comprendere l’evoluzione della Terra e le sue dinamiche. Queste infrastrutture, a carattere multidisciplinare, sono finalizzate al monitoraggio e alle osservazioni dei fenomeni e costituiscono la principale risorsa della comunità scientifica INGV per la ricerca nell’ambito delle Geoscienze e per promuovere l’innovazione scientifica e tecnologica. I dati provenienti da tutte le Reti attualmente gestite dall’INGV rendono possibile il monitoraggio e la sorveglianza in tempo reale dell’attività sismica e vulcanica sull’intero Territorio nazionale e nel Mediterraneo.

E’ proprio il duplice compito di ricerca e sorveglianza a rendere unico il patrimonio infrastrutturale gestito da INGV, che persegue l’obiettivo di conoscere e capire i processi naturali e rispondere alla Società con sempre maggior prontezza, chiarezza ed efficacia.
I Colli Albani, come è noto, sono una zona sismica data la presenza del Vulcano Laziale che richiede un monitoraggio capillare e costante; ciò ha portato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) a costruire negli anni una rete di stazioni di rilevamento in tutta la zona con sedi a Rocca di Papa, Marino, Santa Maria delle Mole, Monte Porzio Catone e Lanuvio quest’ultima posta proprio sotto Villa Sforza Cesarini.

La stazione di Lanuvio, sebbene poco conosciuta, gioca un ruolo fondamentale del rilevamento sismico nazionale e internazionale utilizzando apparecchiature specializzate al monitoraggio e registrazione dell’attività sismica della terra come ad esempio i sismometri, progettati per misurare la forza, la durata e altre caratteristiche delle onde sismiche, utili per determinare l’epicentro e la magnitudine di un terremoto.

L’integrità dello sforzo dell’INGV è volto alla previsione dei terremoti, alla mitigazione dei rischi sismici e alla protezione delle comunità dalle conseguenze potenzialmente distruttive dei terremoti. Questa attività nasce nei primi anni 80’ e la presenza sul territorio si è ampliata negli ultimi dieci anni fino a 300 stazioni sismiche, dando prova di avere appreso la dura lezione sull’importanza della prevenzione e costante vigilanza sui fenomeni sismici impartita dai tragici terremoti degli ultimi anni.





