14 Aprile 2026

ISAC: partiti i controlli INPS alle imprese, premialità per chi è in regola

  • Decreto attuativo firmato, prime lettere INPS in arrivo entro marzo. Come funzionano gli ISAC e cosa devono fare le aziende

a cura di PMI


Roma 9 marzo 2026 – Le prime lettere di compliance sugli ISAC sono già nelle caselle di posta delle imprese. L’INPS ha avviato gli invii a febbraio, in anticipo sulla circolare operativa del 6 marzo 2026, e il piano prevede di raggiungere oltre 12.000 datori di lavoro entro il 31 marzo, per arrivare a 34.000 notifiche entro la fine dell’anno.

Gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva — sono entrati in vigore con il decreto interministeriale del 27 febbraio 2026, firmato dal Ministero del Lavoro di concerto con il MEF. Come precisa lo stesso Ministero, il nuovo sistema non sostituisce gli strumenti di vigilanza già in campo ma li affianca, con l’obiettivo di costruire un modello di contrasto al lavoro sommerso fondato su trasparenza e valorizzazione dei comportamenti virtuosi.

Gli ISAC misurano la congruità contributiva delle imprese

Gli ISAC sono il corrispettivo previdenziale degli ISA fiscali già noti alle partite IVA. Mentre gli ISA misurano la coerenza dei comportamenti fiscali dei contribuenti rispetto ai benchmark di settore, gli ISAC valutano la congruità delle posizioni contributive dei datori di lavoro: se il costo del lavoro dichiarato, il numero di dipendenti, le ore lavorate e le retribuzioni corrispondono a quanto ci si aspetta per un’impresa di quel settore e di quelle dimensioni.

differenza del DURC (Documento unico di regolarità contributiva)  — che certifica la regolarità dei versamenti per partecipare a gare d’appalto o aprire cantieri — gli ISAC valutano quindi la congruità complessiva della posizione contributiva dell’azienda rispetto ai parametri del settore.

Il sistema è stato istituito dal DL 28 ottobre 2024, n. 160 (Decreto PNRR quinquies), convertito dalla legge 20 dicembre 2024, n. 199. La logica è quella della compliance preventiva: anziché attendere una violazione e intervenire con un accertamento, lo Stato costruisce un profilo di rischio delle imprese e avvia un dialogo preventivo con quelle che presentano anomalie, con l’obiettivo di prevenire la sottrazione di basi imponibili all’imposizione contributiva nei comparti dove il lavoro sommerso è storicamente più diffuso.

Turismo e Commercio alimentare tra i primi sotto esame

Il decreto interministeriale del 27 febbraio 2026 individua i comparti di avvio sperimentale: il commercio all’ingrosso alimentare (codici ATECO 46.31-46.39, classificazione interna INPS: settore M21U) e i servizi alberghieri ed extralberghieri (codice G44U). La scelta non è casuale: entrambi i settori sono considerati ad alto rischio di evasione contributiva per la presenza strutturale di lavoro stagionale, turnover elevato e utilizzo massiccio di contratti part-time e a termine.

Entro il 31 agosto 2026, con successivo decreto ministeriale, gli ISAC verranno estesi ad almeno altri sei settori economici a rischio elevato. L’elenco dei nuovi comparti non è ancora definito, ma il sistema è costruito per essere scalabile: la metodologia statistica e l’infrastruttura di incrocio dati sono già operative.

Controllo dati  ISA, UniEmens e comunicazioni sul lavoro

Il meccanismo si basa sull’integrazione delle banche dati di INPS, Agenzia delle Entrate e Ministero del Lavoro. Il sistema incrocia i modelli ISA — presentati dai datori di lavoro in sede di dichiarazione e reperibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate — con i flussi UniEmens (le denunce contributive mensili) e le comunicazioni obbligatorie al Centro per l’Impiego, individuando scostamenti che singolarmente potrebbero passare inosservati.

Gli indicatori si dividono in due categorie. Quelli elementari segnalano incoerenze dirette tra fonti diverse:

  •  numero di dipendenti presente nelle denunce INPS ma assente nella dichiarazione ISA dell’impresa, o viceversa;
  •  quote di lavoratori part-time o stagionali sproporzionate rispetto ai valori medi del settore di appartenenza;
  •  costo del lavoro complessivo insolitamente basso rispetto al volume d’affari dichiarato o al numero di addetti.

Gli indicatori complessi sono invece elaborati con stime econometriche che tengono conto delle peculiarità organizzative del singolo comparto. Per il settore alberghiero vengono considerati indicatori legati alla capacità ricettiva della struttura in rapporto alla forza lavoro impiegata; per il commercio all’ingrosso alimentare entrano in gioco variabili logistiche e di rotazione degli stock. Il confronto avviene sempre con i benchmark del settore di appartenenza, non in termini assoluti.

Entro il 31 marzo le lettere di compliance INPS

Entro il 31 marzo 2026, l’INPS trasmetterà telematicamente a tutti i datori di lavoro rientranti nei settori coinvolti una comunicazione di compliance. Il documento non è un atto di accertamento, non apre un procedimento ispettivo automatico e non obbliga il destinatario a rispondere: è uno strumento di dialogo preventivo. La comunicazione riporta tre elementi:

  • l’eventuale scostamento dagli indicatori ISAC quantifica la distanza dai valori considerati normali per il settore di appartenenza;
  • la classificazione dello scostamento distingue tra anomalie “lievi” e anomalie “significative”, con impatti diversi sull’orientamento dei controlli;
  • la stima indicativa delle giornate lavorative necessarie per rientrare nella fascia di normalità viene fornita ove tecnicamente possibile.

Le aziende che non presentano scostamenti ricevono comunque la comunicazione con esito positivo. Per queste imprese la notifica assume un valore premiale: il loro nominativo viene trasmesso dall’INPS al Ministero del Lavoro e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con effetto diretto sulla programmazione delle verifiche.

Imprese conformi fuori dalla vigilanza prioritaria

Il sistema introduce un meccanismo premiale analogo a quello degli ISA fiscali. I datori di lavoro classificati nella fascia di normalità — ovvero senza scostamenti lievi o significativi rispetto ai parametri ISAC — non saranno oggetto di accertamenti ispettivi prioritari nell’ambito della programmazione annuale della vigilanza contributiva. In termini pratici, risultare conformi al modello riduce concretamente l’esposizione al rischio ispettivo.

Le imprese in regola ottengono una forma di protezione reputazionale formalizzata, mentre le risorse dell’Ispettorato vengono concentrate sulle posizioni con profili di rischio più elevato. Per le aziende virtuose, la comunicazione INPS diventa di fatto un attestato di regolarità contributiva.

Lettera ISAC: tutte le opzioni per i datori di lavoro

Ricevere una lettera di compliance ISAC non implica l’apertura automatica di un accertamento. Il datore di lavoro può rispondere tramite il Cassetto previdenziale del contribuente sul portale INPS, fornendo ulteriori dati o chiarimenti sulle anomalie rilevate. In alternativa può non rispondere: la norma non prevede un obbligo di riscontro né scadenze vincolanti. Tuttavia, se le anomalie risultano significative e non vengono giustificate, i dati vengono trasmessi all’INL per l’orientamento delle attività di vigilanza.

In ogni caso, il momento utile per agire è prima del 31 marzo: una verifica preventiva della coerenza tra i dati dichiarati — numero di dipendenti, ore lavorate, retribuzioni — e i valori medi del settore consente di regolarizzare eventuali irregolarità pregresse mentre la comunicazione ha ancora carattere informativo.

Entro agosto 2026, altri sei settori nell’orbita ISAC

Il decreto del 27 febbraio 2026 prevede che entro il 31 agosto 2026 gli ISAC vengano estesi ad almeno sei ulteriori settori economici ad alto rischio di evasione contributiva. Per questi comparti, la sperimentazione in corso sui primi due settori è già il banco di prova: INPS e INL monitoreranno gli effetti della misura con un rapporto qualitativo da trasmettere al Ministero del Lavoro entro il 31 marzo 2027.

Presso il Ministero è stato istituito l’Osservatorio ISAC, composto da rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro dei settori interessati, con la partecipazione di esperti giuridici, statistici ed economici. Il sistema punta a coprire otto settori entro la fine del 2026.

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