Molto tempo è trascorso dalla richiesta della Giunta Caliciotti alla Regione, ma finalmente sono iniziati i lavori per dare un volto rinnovato alla piazza
di Claudio Caponera
Lariano (Rm) – Da alcuni giorni sono iniziati i lavori di riqualificazione del lato sud di Piazza Santa Eurosia in base a un progetto che presentò alcuni anni fa la Giunta presieduta da Maurizio Caliciotti alla Regione Lazio e per i quali fu concesso il finanziamento.
Un progetto che doveva entrare in simbiosi con l’imponente quercia che insisteva in Piazza Santa Eurosia e che fu abbattuta dal vento nella serata del 13 Dicembre 2019. Subito si pensò come sostituire la monumentale pianta ma in una apposita seduta del Consiglio comunale l’allora assessore al patrimonio della Giunta Caliciotti Fabrizio Ferrante Carrante dichiarò che a seguito ad appositi studi commissionati dall’ufficio ambiente era stata sconsigliata la messa a dimora di una nuova pianta. “Purtroppo in questi anni l’ambiente circostante è notevolmente cambiato e pertanto, quel sito, è stato ritenuto non più idoneo ad ospitare una pianta di quel tipo. Presto sarà convocata la commissione consiliare preposta per decidere una nuova eventuale ricollocazione anche se, concluse l’assessore, la vecchia quercia di Lariano resta insostituibile per la storia e il simbolo che ha rappresentato per la nostra città.”
A quanto risulta quella commissione consiliare non si è mai riunita e forse la vecchia quercia è adagiata all’interno di un magazzino del comune.

Ma andiamo per ordine: per quanto riguarda i lavori della piazza nel mese di Febbraio il Comune per mezzo di una lettera comunicava ai proprietari della storica edicola di Piazza Santa Eurosia gestita da 36 anni da Lenci Daniela che a breve sarebbero iniziati i lavori di riqualificazione del lato Sud della piazza e pertanto doveva trovarsi una nuova sede. Sono passati nove mesi e durante il periodo estivo è stata delimitata la parte interessata ai lavori con una recinzione impedendo di fatto l’accesso ai cittadini, Dall’esame del Progetto, a parte la quercia che non sarà mai sostituita, nei fatti non si tratta di una grande opera in quanto il progetto originario mai approvato che prevedeva la costruzione del Belvedere e di un parco pubblico che collegasse l’omonima piazza con località Colle Mazzone non è mai decollato.
Troppi gli interessi che hanno permesso la costruzione di palazzi che di fatto hanno impedito il previsto ampliamento. La piazza stessa negli anni è stata oggetto di diversi rimaneggiamenti: La eliminazione della fontana forse della scuola del Bernini, l’abbattimento dello storico lavatoio, la costruzione dei bagni pubblici successivamente eliminati con la costruzione di una fontana e un piccolo spazio verde. Nel primo rimaneggiamento avvenuto negli anni 70 venne costruito il bar gestito da Filiberto Proietti con a fianco l’edicola mobile gestita da Lino D’Agapiti, passata a Franco Marcelli e infine a Lenci Daniela. Per tanti anni il baretto, già chiuso da alcuni anni, e l’edicola erano diventati dei punti di incontro dove poter scambiare alcune parole, parlare della partita del giorno prima, dei fatti che accadevano giornalmente.

Come dicevamo in premessa in questi giorni sono iniziati i lavori con l’abbattimento della vecchia edicola, della fontana (a quanto sembra nel nostro paese le fontane danno fastidio: prima la storica fontana del Bernini, poi lo storico lavatoio, poi la nuova fontana con vasca n.d.r.) e del piccolo spazio verde con l’abbattimento delle piante che in quel luogo, a parziale sostituzione della quercia, davano un po’ di frescura agli avventori della piazza.
Avranno una fine questi lavori? La domanda è d’obbligo visto che la gran parte dei cantieri iniziati sono tutti bloccati per varie ragioni. Il progetto inziale che vedeva la costruzione di una struttura architettonica al centro della piazza è stato inglobato nel progetto finanziato con i fondi del PNRR che prevede la regimentazione delle acque in piazza Santa Eurosia e con esso anche l’abbattimento della struttura dove era collocato l’ex lavatoio struttura soggetta a varie e ripetute inondazioni a causa di lavori fatti in modo approssimativo e con scarsa capacità progettuale sia delle ditte incaricate (vedi pendenze strada di accesso all’ex cinema n.d.r.) sia degli uffici addetti al controllo dei lavori.




