- Contributi fino a 5.000 euro per ristoranti e imprese: da oggi lunedì 27 luglio le domande per “Fresco Lazio 2026”
- L’assessore Righini: “Sosteniamo una filiera in difficoltà”. Il provvedimento arriva dopo un 2025 nero per le consegne di latte in Regione
di Luigi Alerti
Regione Lazio 27 luglio 2026 – La Regione Lazio ha pubblicato il nuovo bando “Fresco Lazio 2026“, la misura dell’assessorato all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare pensata per incentivare l’acquisto e il consumo di latte fresco bovino prodotto nel territorio regionale e sostenere così il comparto lattiero-caseario laziale.

Il provvedimento, rivolto agli operatori della ristorazione, della trasformazione e del commercio alimentare, riconosce un contributo a fondo perduto di 0,75 euro per ogni litro di latte fresco del Lazio acquistato, con un importo compreso tra un minimo di 500 e un massimo di 5.000 euro per ciascuna impresa.
Possono presentare domanda ristoranti, agriturismi, gelaterie, pasticcerie, bar, alberghi, mense e attività di catering, oltre alle imprese di trasformazione alimentare. Ogni azienda potrà inoltrare fino a due domande, sempre nel rispetto del tetto massimo di 5.000 euro, e le spese saranno riconosciute solo se documentate da fatture e quietanze di pagamento e sostenute dopo la presentazione della domanda.
Il bando è a sportello, quindi le risorse — complessivamente 1,5 milioni di euro — verranno assegnate fino a esaurimento. Le domande si presentano esclusivamente in via telematica tramite la piattaforma regionale, attiva dalle ore 9 di lunedì 27 luglio.
“Con Fresco Lazio 2026 interveniamo concretamente a sostegno di una filiera strategica per l’agricoltura e l’economia della nostra regione“, ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini, sottolineando che l’obiettivo è duplice: sostenere la domanda di latte fresco prodotto nel Lazio e, di conseguenza, tutelare il reddito di allevatori e imprese del comparto.
Righini ha ricordato gli “anni complessi” attraversati dal settore, segnati dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia e dalle difficoltà legate alle condizioni climatiche, ribadendo l’intenzione di accompagnare le aziende con “strumenti semplici e risorse concrete” e di rafforzare il legame tra produzione, trasformazione, ristorazione e consumo.

Una crisi strutturale dietro il bando
I numeri spiegano l’urgenza dell’intervento. Secondo i dati diffusi da Confagricoltura Lazio, il 2025 si è chiuso con le consegne di latte convenzionale in calo del 17,6% su base annua, con un picco negativo a dicembre vicino al -32,6%.
Ma la flessione è di lungo periodo: se nel 2004 la regione contava circa 85mila vacche da latte, oggi il patrimonio si è più che dimezzato, fermandosi a circa 43mila capi, quasi il 49% in meno. Anche il comparto della carne bovina mostra un’evidente concentrazione: tra il 2016 e il 2025 gli allevamenti sono scesi da 8.262 a 4.992 (-39,6%), a fronte di un calo dei capi molto più contenuto (-6%), segno che le aziende superstiti stanno crescendo di dimensione.
Non è l’unico bando in campo
“Fresco Lazio 2026” si affianca a un’altra misura approvata dalla Regione lo scorso 17 luglio: il bando “Misure urgenti a favore delle aziende agricole di produzione di latte bovino – 2026“, che stanzia 3 milioni di euro come contributo una tantum per sostenere la liquidità delle aziende agricole del comparto, alle prese con la contrazione del prezzo del latte alla stalla e l’aumento dei costi di produzione.
Quel bando è riservato alle aziende con allevamenti da latte iscritte alla Banca Dati Nazionale zootecnica al 1° luglio 2026, con una consistenza minima di 20 capi complessivi (di cui almeno 10 vacche da latte oltre i 30 mesi).
Se quella misura interviene sul lato della produzione, “Fresco Lazio 2026” agisce sul lato della domanda, cercando di stimolare gli acquisti da parte di ristorazione e trasformazione: due leve pensate per agire insieme sulla stessa filiera in difficoltà.
Ha accolto positivamente il nuovo impianto di sostegno anche Cia Roma, che tramite il vicepresidente Italo Pulcini ha parlato di un impegno della Regione nella giusta direzione, ringraziando al contempo le industrie del settore per la disponibilità dimostrata verso le istanze degli allevatori.




