LETTERA APERTA ALLA SEGRETARIA DEL PARTITO DEMOCRATICO ELLY SCHLEIN: «SIA GARANTE DEL SISTEMA DEMOCRATICO DECISIONALE A TUTELA DEI TERRITORI E CONTRO L’INCENERITORE».
Comunicato
Gentile Segretaria,
siamo una parte di quei comitati, associazioni, forze sindacali, cittadini e cittadine, amministratori e amministratrici pubbliche che quindici anni fa contribuirono a impedire la realizzazione dell’inceneritore di Albano.

Un impianto che si sarebbe dovuto costruire sulla stessa strada di dove oggi il Commissario straordinario ai rifiuti per il Giubileo, Roberto Gualtieri, vorrebbe costruirne uno nuovo, ancora più grande.
La protesta di allora, condotta come l’attuale senza ideologie preconcette ma con atti ed evidenze concrete, portò un cambio di rotta drastico: un enorme investimento pubblico sulla raccolta differenziata e agricoltura biologica. I comuni dei Castelli Romani sono ormai tra i più virtuosi nella gestione dei rifiuti, seppur con differenze e contraddizioni da superare; e la zona è tra le più note per i suoi prodotti agroalimentari di qualità.

Fu proprio il Partito Democratico a scegliere la via dell’economia circolare. Nicola Zingaretti, allora Presidente della Regione Lazio, approvò un Piano Rifiuti che non prevedeva nuove linee di incenerimento e che anzi andava nel tempo a chiudere quelle esistente. L’allora candidato a Sindaco di Roma Gualtieri presentò un programma elettorale che non prevedeva l’inceneritore ma in realtà nessuna grande opera che poi invece, investito dei poteri commissariali, sta cercando oggi di portare avanti: parliamo tanto dell’impianto di incenerimento quanto del porto croceristico di Fiumicino.
Nel comitato che Le scrive esiste una pluralità di pensiero politico, tra cui alcuni e alcune militanti dal Pd o comunque ex iscritti al suo partito, che non trova nessuna difficoltà a lavorare assieme in difesa del proprio territorio e in osservanza del dettato europeo che chiede sempre un maggior investimento nell’economia circolare, nel recupero di materia e nel rafforzamento di una cultura che vede nel rifiuto una risorsa e non uno scarto.
La sua elezione a Segretaria ha rappresentato per i molte e molti di noi la speranza di poter veder attuato quel cambiamento tanto atteso.

La grande manifestazione dello scorso 7 dicembre a Roma promossa dai comitati nonché l’inchiesta di Report e la conseguente attenzione della Commissione parlamentare sulle Ecomafie, hanno messo in luce le forti incongruenze tecniche ed un metodo che non ha nulla a che vedere con i fondamenti democratici che animano tutti noi e anche il suo operato.
Quello che avviene a Roma diventa inevitabilmente fatto nazionale.
A Lei, in quanto Segretaria del principale partito di opposizione, chiediamo di non sottrarsi a un confronto e di ascoltare le nostre ragioni. Ne va del nostro futuro, dell’immagine di Roma Capitale e dello stesso Partito Democratico.




