21 Aprile 2026

Orrore a Latina: Cinque Bambini e Dodici Cani in una Casa del Degrado

  • La casa in cui sono stati trovati era un concentrato di degradazione: stanze ingombre di oggetti, vestiti ammucchiati, odori insopportabili e un’aria irrespirabile

di Mario Dal Monte


Latina, 27 agosto 2025 – Ciò che doveva essere un semplice intervento per maltrattamento di animali si è trasformato in una scoperta scioccante destinata a scuotere l’intera comunità.

In un condominio di via Matteotti, una guardia zoofila, allertata da alcuni condomini per l’abbaiare incessante di numerosi cani, è entrata in un appartamento trovandosi davanti a una scena agghiacciante: dodici cani – sette adulti e cinque cuccioli – rinchiusi tra feci e urine, accanto a cinque bambini, uno dei quali disabile, costretti a vivere in condizioni igieniche disumane

Oltre agli animali e ai bambini, vivevano nell’abitazione due nonni malati e una madre in grave disagio psicologico e sociale, senza un’occupazione stabile e spesso irreperibile. I padri dei minori sono del tutto assenti.

Allarme istituzionale e responsabilità

Il caso, già noto ai servizi sociali – che in passato avevano affidato i bambini temporaneamente ai nonni o a comunità – è esploso all’attenzione delle autorità. La Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Lazio, Monica Sansoni, è intervenuta prontamente: attivata il 5 agosto, ha sporto formale denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma, evidenziando il grave stato di degrado in cui versavano i minori.

Intanto, la situazione è stata segnalata alla ASL, ai servizi sociali e alle autorità competenti per ulteriori accertamenti. Anche le guardie zoofile hanno confermato la gravità delle condizioni e hanno inoltrato una denuncia specifica agli organi giudiziari.

Questa vicenda non è solo cronaca di un abisso umano e ambientale: è l’emblema di un fallimento collettivo. Quando il degrado diventa così invisibile da passare inosservato a chi dovrebbe intervenire, significa che le istituzioni – nel loro complesso – stanno fallendo.

Famiglie fragili, lacerate da povertà, malattia, solitudine e difficoltà psicologiche, scivolano nell’emarginazione. I servizi territoriali, spesso oberati o disorganizzati, faticano a garantire un monitoraggio efficace e costante. Così, accade che nel cuore della periferia di una cittadina del Lazio si consumino drammi che vanno ben oltre l’orrore visivo: sono ferite aperte dentro la nostra società.

Un richiamo all’azione

Questo caso straziante deve diventare un campanello d’allarme: non basta intervenire quando ormai è troppo tardi. Occorre mettere in campo politiche di prevenzione reale, fondi sociali adeguati, coordinamento fra enti e presidi territoriali che tornino a conoscere, sostenere e proteggere le famiglie più vulnerabili.

La tutela dei diritti fondamentali dei minori e degli animali è una responsabilità collettiva. Non possiamo più permetterci che storie come questa restino precedenti oscuri e isolati. Serve un cambiamento reale.

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