Si chiude Paesaggi del Corpo Festival Internazionale Danza Contemporanei con una due giorni intensissima, ricca di spettacoli e tante nuove compagnie. L’1 e il 2 luglio infatti ben 5 esibizioni hanno animato la Casa delle Culture e Piazza Cairoli
Velletri (RM) – Ad aprire le danze la Compagnia Atacama, diretta da patrizia Cavola e Ivan Turol, che dalle 11 di mattina sino alle 18 del pomeriggio in Piazza Cairoli hanno offerto al pubblico un assaggio di Anime, spettacolo site specific rappresentato in maniera integrale sono nella giornata successiva presso la Casa delle Culture.
A seguire dalle ore 11.30 alle 17.30 alle 18.30, in tre turni, Chiara Frigo con Miss Lala al Circo Fernando/ In a room con la performer Marigia Maggipinto. Quest’ultima, con la sua grande esperienza, si è fatta corpo e parole sulle corde della memoria e della passione del lavoro.
Quindi alle 17 e 30 EgriBiancoDanza con Coreofonie #Le Sacre. Un percorso itinerante in cui i danzatori hanno reagito a una destrutturazione musicale elettronica de ‘Le sacre du printemps‘ realizzata dai compositori METS – Conservatorio di Cuneo, associando tali frammenti stravinskijani a diverse gestualità coreografiche, spesso imprevedibili nella loro sequenza e direzione, frutto anch’esse di un analogo processo di decomposizione di una coreografia pre-esistente per Le Sacre, opera di Raphael Bianco. Direzione da Susanna Egri e Raphael Bianco.
Ad aprire l’ultima giornata, quella 2 luglio, come tutto del resto è iniziato, Theatron 2.0 che ha offerto l’ultimo appuntamento Dance System. Un convegno, moderato da Lucrezia Ercolani, nel quale si è offerta una panoramica sui nuovi paradigmi della danza contemporanea in una progressiva apertura verso la visione del copro quale uscente dagli standard motori, di età, di genere, e di peso.



Dunque il gran finale. Con Anime, la strepitosa compagnia Atacama, ha contribuito per l’ennesima volta a scuotere le fondamenta della Case delle Cultura, abbracciandola, respingendola, donandole nuova vita.
Attraverso una coreografia site specific, ovvero ideata appositamente per il luogo che la ospita, un folto gruppo di ballerini ha danzato, in una costante progressione itinerante, lungo tutto il porticato per poi spostarsi al centro del chiostro e quindi all’esterno, nei giardini. La performance è stata sviluppata a partire dal concetto di abitare, attraverso la relazione essere umano-spazio e l’influenza della storia e delle caratteristiche del luogo sulla persona.




Tema reso perfettamente dall’incontro-scontro sia tra ballerino-ballerino, accompagnato nella danza dall’incredibile canto dal vivo di un violino e di una voce femminile a tratti d’un angelo, a tratti d’una valchiria, sia tra ballerino-edificio. Incalzante il ritmo, fortissimo e costante il dialogo con la struttura, palpabili le vibrazioni dei corpi e dell’intonaco sia quando l’esibizione si faceva statica sia quando invece i ballerini si scaraventavano addosso alle mura.





Spettacolari alla fine i lanci e le cadute dei ballerini che arrampicandosi su strutture umane prima, si liberavano poi in aria e si lasciavano cadere, per essere dunque dolcemente recuperate dalle strutture stesse.
In fine, l’ultimissima esibizione, quella del Balletto Civile con Gente. Un’altra coreografia site specifici che, uscendo dagli schemi della danza, ha emozionato, stupito e mosso al riso gli spettatori. In una fusione tra musica, danza, teatro e canto è stato proposto un percorso interattivo disseminato di situazioni e personaggi anormali ma comunque del quotidiano.




Gli attori-ballerini come schegge impazzite si muovevano tra il pubblico, confondendosi in esso per poi riemergere e dare vita ad un’altra scena. Commuovente il finale quando tutti i ballerini, in coppia con una persona scelta casualmente dal pubblico, hanno ballato un lento ricoperti da coperte termiche.
Uno spettacolo di getto, fulmineo accompagnato dalle rotte e disarmoniche note di un sax che ha bene reso, come anche la recitazione e la danza, la situazione assurda che si era venuta a creare.


Al termine dell’esibizione, tra gli scroscianti applausi di un folto pubblico, si è conclusa l’ultima giornata dell’edizione 2023 di Paesaggi del Corpo, nella speranza, come ha voluto dire in conclusione Patrizia Cavola, direttrice artistica del progetto, che si torni l’anno prossimo ancora qui, con ancor più artisti e pubblico.
Gabriele Romagnoli




