Parco Castelli, convegno sui beni culturali nel 40nnale dell’Ente

Nella mattinata di domenica 10 marzo la cinquecentesca Sala Maestra di Palazzo Chigi, ad Ariccia, ha ospitato il convegno per la valorizzazione e la tutela dei beni culturali del Parco Regionale dei Castelli Romani

Ariccia (Rm) – L’evento, incastonato nella programmazione per il quarantennale del Parco, è servito a ribadire il ruolo cruciale che i beni culturali rivestono nello sviluppo sostenibile del territorio, ed ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento sulle strategie di valorizzazione dei patrimoni artistici e storico-archeologici del territorio.

Moderato dalla geologa dott.ssa Emanuela Angelone, Direttore del Parco dei Castelli Romani, l’incontro ha visto la partecipazione di illustri relatori e un’ampia varietà di interventi, con un panorama ricco e multidisciplinare. La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco di Ariccia, Gianluca Staccoli e del Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, Simonetta Ceraudo, cui è seguito l’intervento del Commissario straordinario del Parco, avv. Ivan Boccali, che hanno sottolineato l’esigenza di tutela e valorizzazione del patrimonio territoriale, a conferma dell’importanza della collaborazione tra le diverse istituzioni per la promozione e la conservazione del patrimonio culturale.

Il Primo cittadino di Ariccia, Gianluca Staccoli, poi affiancato dalla consigliera Anita Luciano, ha esordito ricordando la candidatura dell’Appia Antica all’UNESCO, “come occasione importantissima per i nostri luoghi“, con “risvolti molto importanti per il turismo“. “L’Italia è una potenza culturale“, ha evidenziato il Sindaco ariccino, ricordando le parole proferite proprio ad Ariccia dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Sin da subito abbiamo lanciato un messaggio di apertura a tutti i mondi che si intrecciano in questo perimetro, mettendo in campo nuove idee e progetti“, ha evidenziato il Commissario Straordinario, avv. Ivan Boccali.Non si può pensare di creare sviluppo su un territorio senza un sistema che faccia da ponte e crei legami“, ha dichiarato il Commissario, che ha poi rimarcato come “il turismo non è dissociato dalla tutela ambientale, che si garantisce anche con un turismo qualificato, educato e consapevole. Dobbiamo trasformare un turismo mordi e fuggi in un turismo lento, che porti ricchezza, conoscenza e benessere“, partendo proprio dalla “valorizzazione e dall’esaltazione dei tanti beni culturali presenti in un territorio che può e d deve diventare un punto di riferimento internazionale“.

A seguire l’apprezzata visita del deputato e Sindaco di Lanuvio on. Andrea Volpi, che ha annunciato la presentazione di un’apposita proposta di legge in Parlamento, “che ha come tema proprio la valorizzazione dei beni culturali nei borghi d’Italia. È arrivato il momento di valorizzare i beni e metterli a disposizione di tanti comuni, favorendo un turismo di prossimità, in cui la cultura sia davvero il volano dei nostri territori“.

Tra i relatori, Gemma Carafa Jacobini ha esaltato il ruolo della Soprintendenza nella tutela del territorio, mentre Gaetano Benedetto e Simone Quilici hanno trattato l’interazione tra natura, paesaggio e beni culturali e le opportunità offerte dal Parco Archeologico Appia Antica, cui il Parco dei Castelli Romani è strettamente collegato. La candidatura della Via Appia per l’Unesco è stata discussa da Angela Maria Ferroni e Giuseppe Ceraudo, rappresentando un esempio significativo di come il patrimonio storico possa essere valorizzato e protetto.

Interessanti sono state quindi le prospettive sulla Via Appia Antica, con un occhio alla sua candidatura UNESCO, e sulla valorizzazione dei beni storico-archeologici, con esempi concreti come l’esperienza del Comune di Lanuvio, presentata da Luca Attenni.

L’integrazione tra geositi e patrimonio culturale, affrontata da Emanuela Angelone, ha aperto nuove vie di comprensione e conservazione del paesaggio: “Dobbiamo ancora lavorare sulla consapevolezza degli abitanti e delle amministrazioni sul ruolo e l’importanza del Parco“, ha esordito, prima di evidenziare come “la conservazione del Patrimonio Naturale sia importante, non per mettere sotto una teca, ma per farlo conoscere e farlo fruire dalle persone, generando conoscenza e protezione. Il turismo lento e il geoturismo aiutano a tutelare il patrimonio naturale, spingendo il fruitore ad entrare nel luogo che visita e a farne parte“. 

Maria Cristina Vincenti, archeologa e guida AIGAE, ha presentato il dettagliato progetto di “Ariccia a piedi. Dall’acropoli alla via Appia Antica, attraversando il Parco Chigi, ultimo lembo del bosco sacro alla Dea Diana”, auspicando la nascita del Parco Archeologico dell’Appia Antica ad Ariccia

Il convegno è proseguito con le presentazioni di Antonino Mannaioli, dell’Università La Sapienza, che ha affrontato il tema della Conservazione dei Beni Culturali, e Domenico Poggi, che ha trattato il tema “Materiali lapidei: esempi di identificazione, provenienza, datazioni relative, con contributi delle Scienze della Terra ai Beni Culturali”

Nel suo intervento Silvia Sfrecola Romani, Coordinatrice Scientifica dell’Ecomuseo della Terra Amena, ha illustrato con passione il progetto di “Velletri Museo DiffusoUn modello di sviluppo sostenibile“, mentre un imprevisto tecnico ha impedito la presentazione di Alberto Silvestri sull’Archeoclub Aricino Nemorense, col convegno che si è quindi concluso sulle note di sostenibilità e valorizzazione paesaggistica del vigneto e dell’oliveto del Parco, grazie all’intervento del ricercatore Jacopo Manni.

Prossima tappa del programma di eventi sarà il comune di Velletri, nel fine settimana dal 16 al 17 marzo

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