22 Aprile 2026

‘Poste Italiane’, il Governo professa italianità ma vuole svendere un altro asset

Dalla Segreteria regionale Sinistra Italiana Lazio un monito di allerta per l’economia del Paese

Comunicato stampa di Sinistra Italiana Lazio e Sinistra Roma Area Metropolitana


Roma (Rm) – Ancora una volta si vuole fare cassa a breve termine su un servizio pubblico universale, senza riguardo per la collettività e per i lavoratori e senza neanche un ritorno economico a lungo
termine.
Sono almeno trent’anni che i Servizi Pubblici vengono smontati pezzo per pezzo e ceduti al mercato e alla finanza: sanità, istruzione, trasporti, energia, e ora di nuovo i servizi postali.
Le Poste Italiane, raggiungono chiunque, sia che viva in una grande metropoli sia che viva da solə in un luogo sperduto, e nei piccoli centri garantiscono a cittadine e cittadini anche i servizi dell’anagrafe comunale.

Il gruppo Poste Italiane è un gruppo con utili di bilancio consolidati i cui dividendi alimentano le casse dello Stato in maniera significativa: vendere per fare cassa rinunciando a guadagni che sarebbero superiori è incomprensibile, a meno che non si tratti di una cessione ideologica di azienda pubblica al mercato privato, agli investitori istituzionali esteri che ragionano solo e soltanto in ottica finanziaria e di profitto.
Il patrimonio di informazioni e di rapporti che Poste Italiane intrattiene in maniera capillare con cittadine e cittadini italiani è strategico e delicato ed è attraverso le poste che i risparmi di milioni di cittadini finiscono in Cassa e Depositi e Prestiti, la cassaforte attraverso cui lo Stato partecipa agli investimenti pubblici. Il Governo recita la retorica dell’italianità e della difesa dei confini e svende gli asset che garantiscono i pubblici servizi.
Gli oltre 100.000 lavoratori e lavoratrici del gruppo e le loro organizzazioni sindacali chiedono al Governo di non impoverire questo patrimonio comune al quale contribuiscono ogni giorno: la privatizzazione del pacchetto di maggioranza di Poste Italiane produrrà ancora frammentazione, precarizzazione e svalutazione del lavoro, riduzione della sicurezza sul lavoro e dei livelli salariali!
Se dovesse andare in porto un’ulteriore svendita di Poste avremo pesanti ripercussioni anche sulla economia e sull’occupazione nella nostra Regione che vede più di 16000 lavoratori applicati nel Lazio.
Siamo fortemente contrari alle privatizzazioni dei servizi pubblici, alla precarizzazione, al lavoro povero ed alla sempre maggiore assenza di sicurezza e salute nei posti di lavoro.
Saremo, nelle piazze e nelle istituzioni, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Poste Italiane per dire no ad un’altra inutile e dannosa privatizzazione a partire dal presidio davanti alla prefettura di Roma, sabato 18 maggio dalle ore 10.00 a piazza Santi Apostoli.

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