- Per difendere il lago di Nemi dai progetti di turistificazione simili a quelli che hanno prodotto il disastro che si può “ammirare” al lago Albano, scendiamo di nuovo nelle strade e manifestiamo di fronte al cantiere che sta cementificando la zona naturale alla Fiocina.
a cura Comitato Protezione Boschi Colli Albani
Albano 26 luglio 2026 – Il lago ha perso già 43 cm di livello delle acque negli ultimi 4 mesi, cioè oltre 600 milioni di litri, e il lago di Albano 34 cm, 2 miliardi e 200 milioni di litri (dati ufficiali degli idrometri).
La situazione di emergenza e di disastro ambientale non vede via d’uscita da parte delle amministrazioni competenti, le quali però sono molto attive nel presentare idee impattanti e ricevere fondi a pioggia.

I casi di via del Perino, 3 milioni di euro, con la sua lecceta sventrata e i lavori che durano da 3 anni, il “centro canoa comunale” che in realtà è un “centro movida”, la tentata installazione di una terrazza-palafitta coi fondi covid alla Ex-Fiocina nel 2024, mentre i lavori pubblici per i fenomeni franosi sono solo annunciati.
Il lago di Nemi, uno degli ultimi luoghi incontaminati e selvaggi del nostro territorio, è preso di mira.
L’amministrazione comunale di Nemi sta portando avanti il progetto del “Parco Urbano della Conca del Lago”, che tradotto significa la volontà di turistificare un luogo famoso proprio per la sua natura preservata.
Mentre le acque si ritirano (come mostrano le foto della locandina), i permessi per attività commerciali, ristorative e turistiche aumentano.
E gli investimenti in progetti turistici portano la minaccia più grande: il cemento sta arrivando direttamente sulle sponde, ed in parte è già così !
In questi giorni stiamo assistendo a nuove gettate sulle rive del lago per la costruzione di una “palestra a cielo aperto” che costerà oltre 1 milione di euro di fondi pubblici. Soldi che non si trovano per la tutela delle acque.
Già a novembre scorso abbiamo chiesto gli atti di progetto, mai pubblicati, ed un incontro con sindaco e tecnici. Non ci sono mai stati forniti e l’amministrazione comunale è ostile ad ogni confronto con la popolazione.
Venerdì scorso siamo andati a manifestare, di mattina in giorno feriale, sotto la sede dell’Ente Parco a Rocca di Papa e anche in quel caso, pur avendoli contattati precedentemente per incontrarci, non era presente nessuno.
Ci siamo spostati allora alla sede dei Guardiaparco al Vivaro, dove siamo finalmente stati ricevuti dal comandante e da altri agenti che ci hanno detto che il cantiere contestato è sotto indagine ma che i lavori per ora non si fermano. Abbiamo sentito e segnalato l’incredibile colata di cemento anche alla Polizia Locale di Nemi, ai Forestali di Velletri e alla Soprintendenza.
Ma non staremo ad aspettare che gli uffici si decidano a bloccare i lavori, anche perché sono passate quasi due settimane per fare le valutazioni necessarie e questo ci preoccupa non poco vista la “facilità”, o così dovrebbe essere, nel capire che 3 piattaforme di cemento sono incompatibili con la natura del lago…
Quando ci sono milioni di euro di fondi pubblici, il rischio di trovare qualche escamotage pur di spenderli a danno della collettività e delle tutele ambientali è molto forte.
COME NEL VITTORIOSO GENNAIO 2024, DIFENDIAMO IL LAGO DALLA TURISTIFICAZIONE !




