- Operazione dei Carabinieri tra Latina e Frosinone colpisce un presunto sistema di autoriciclaggio e intestazioni fittizie, al centro del quale – secondo gli inquirenti – vi sarebbe l’imprenditore pontino Alessandro Agresti
- L’operazione arriva dopo il maxi‑sequestro da 9 milioni di euro eseguito il 12 gennaio e rappresenta un nuovo sviluppo dell’indagine coordinata dalla Procura di Latina
di Mario Dal Monte
Latina 29 gennaio 2026 – Nuovo colpo dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina a un presunto sistema di riciclaggio radicato nel territorio pontino.
All’alba di oggi i militari, con il supporto delle Compagnie territoriali tra Latina e la provincia di Frosinone, hanno eseguito quattro misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Latina su richiesta della Procura. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio.
L’inchiesta, condotta tra febbraio e aprile 2025, ha permesso agli investigatori di ricostruire l’attività di un imprenditore che avrebbe inserito capitali di provenienza illecita nel circuito economico legale, sfruttando una rete di prestanome e familiari per occultare la reale titolarità di beni e società.

Secondo quanto emerso, l’uomo — già destinatario in passato di una misura di prevenzione patrimoniale — avrebbe intestato fittiziamente a terzi immobili, aziende, autovetture di lusso e attività commerciali distribuite tra Latina, Roma e Anzio, con l’obiettivo di eludere i controlli e continuare a operare indisturbato.
Le indagini hanno inoltre documentato un sistematico reinvestimento di proventi illeciti in beni mobili e immobili, anche attraverso società immobiliari riconducibili allo stesso imprenditore, consentendo agli inquirenti di ricostruire l’evoluzione del suo patrimonio e delle sue partecipazioni societarie.
Le misure cautelari eseguite questa mattina rappresentano un nuovo tassello dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Latina.
I quattro indagati – tra cui l’imprenditore, alcuni familiari e un presunto prestanome – sono stati raggiunti da provvedimenti che vanno dalla custodia cautelare in carcere agli arresti domiciliari, fino all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’operazione odierna si collega direttamente al sequestro preventivo del 12 gennaio, quando i Carabinieri avevano già messo i sigilli a:
- 8 società attive nei settori immobiliare e del commercio di auto di lusso,
- 19 unità immobiliari,
- circa 100 autovetture, molte di alto valore commerciale.
Un patrimonio complessivo stimato in circa 9 milioni di euro, ritenuto dagli inquirenti frutto o reimpiego di attività illecite.
Secondo gli investigatori, il meccanismo avrebbe permesso all’imprenditore di continuare a operare nel tessuto economico locale nonostante i precedenti giudiziari, alterando la concorrenza e creando una rete di protezione fondata su intestazioni fittizie e società di comodo.
L’indagine prosegue per definire ulteriori responsabilità e verificare eventuali ramificazioni del sistema.




