2 Febbraio 2026

“Regione in forte ritardo su emergenza West Nile”: da Europa Verde Lazio

  • Alessandro Cavaliere (responsabile politiche sanitarie esecutivo EV Lazio) e Filippo Treiani (coordinatore esecutivi di EV Lazio) denunciano la carenza di misure preventive e sollecitano un serio approccio integrato

di Massimo Andolfi


Roma, 6 agosto 2025 – La provincia di Latina si conferma il cuore del focolaio di West Nile Virus in Italia, con 54 casi confermati al 5 agosto e 5 decessi nel 2025, pari al 65% delle infezioni registrate nel Lazio, che a sua volta rappresenta la regione più colpita in Europa.

Questi dati, emersi dai bollettini dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del Ministero della Salute, evidenziano una situazione preoccupante e una gestione della prevenzione che appare, ancora una volta, gravemente in ritardo.

Nonostante il virus West Nile sia endemico in Italia da oltre un decennio e le modalità di trasmissione tramite le zanzare Culex siano ben note, le istituzioni continuano a mostrare un approccio reattivo anziché proattivo. Il Ministero della Salute e la Regione Lazio, pur conoscendo la conformazione del territorio laziale e i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare – come i ristagni d’acqua e le condizioni climatiche sempre più favorevoli a causa della crisi climatica – non hanno implementato misure preventive adeguate e tempestive.

Non è accettabile che, anno dopo anno, il virus continui a diffondersi senza un piano efficace di contrasto. La Regione Lazio deve intensificare urgentemente le campagne di disinfestazione, estendendole a tutte le aree a rischio, e potenziare i programmi di monitoraggio entomologico e virologico. La prevenzione deve iniziare già a primavera, non a stagione inoltrata, quando i casi sono già esplosi.


La crisi climatica inoltre sta amplificando la diffusione di malattie trasmesse da vettori come il West Nile, con temperature più elevate e inverni miti che favoriscono la proliferazione delle zanzare. È indispensabile adottare un approccio integrato basato sul principio One Health, che combini la tutela della salute umana, animale e ambientale.

Europa Verde Lazio critica il ritardo e la mancanza di un’adeguata informazione ai cittadini, che rappresentano la prima linea di difesa contro il virus. Le amministrazioni locali devono collaborare con le ASL per distribuire materiale informativo chiaro e organizzare incontri pubblici, soprattutto nei comuni più colpiti come Aprilia, Cisterna di Latina, Fondi, Latina, Pontinia, Priverno, Sezze, Sabaudia, Anzio e Nettuno.

Il direttivo regionale di Europa Verde chiede inoltre il rafforzamento delle misure previste dal Piano Nazionale di Prevenzione, Sorveglianza e Risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025, con particolare attenzione alla sorveglianza clinica umana e veterinaria.

Europa Verde Lazio si impegna a monitorare la situazione e a sostenere come sempre, iniziative che proteggano la salute pubblica e l’ambiente, promuovendo una gestione responsabile della crisi sanitaria.

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