21 Gennaio 2026

Salvatore Ladaga piange il Suo grande Presidente

Appresa la notizia della morte di Silvio Berlusconi, Salvatore Ladaga chiama in Redazione per esternare il suo dolore e confidarsi con il Direttore


Velletri (Rm) – Ho ricevuto la telefonata di Salvatore intorno alle dieci di lunedì scorso con la quale, con la voce rotta dalla commozione, mi annunciava la morte di Silvio Berlusconi.

Non riusciva quasi a parlare, ma non ha voluto rinunciare a rilasciarmi alcune dichiarazioni sul rapporto che lo legava al grande fondatore di Forza Italia.

“Tu conosci il mio non eccellente rapporto con gli strumenti della rete e per questo, proprio con te che mi frequenti da una vita e che mi hai seguito lungo tutto il mio percorso politico, voglio esternare il mio stato d’animo nel ricordare alcuni particolari momenti di vita politica, e non solo, che mi hanno visto accanto a Silvio Berlusconi. Ho dovuto far passare delle ore prima di riuscire a riordinare le idee per mettere insieme le parole giuste e, grazie anche all’aiuto di Pamela che mi assiste nella parte della comunicazione, alla fine sono riuscito a partorire un comunicato.

Sono un uomo di cultura media, arricchita negli anni dalla tanta esperienza politica consumata nelle sezioni del Psdi, del Psi, Forza Italia e come consigliere comunale (sono stato eletto la prima volta poco più che ventenne). Un percorso caratterizzato da dolori e sconfitte ma anche di vittorie.

La vergognosa vignetta pubblicata da ‘Il Fatto Quotidiano’

Quando muoiono grandi uomini, specialmente se hai condiviso il loro trascorso di vita e le loro idee, ci si può commuovere fin a non riuscire a trattenere le lacrime. Ed è così che mi sono sentito nell’apprendere della morte di Berlusconi. Ho avuto modo di incontrare Berlusconi almeno una decina di volte, e mi è rimasto di lui un ricordo incancellabile. In alcune occasioni l’ho incontrato, insieme all’amico Frattini, e sono rimasto profondamente sorpreso nel constatare come ricordasse il mio nome e cognome. Mi ricordo che riuscì persino a chiedermi di Velletri e di Benito al Bosco. Incredibile.

Ricordo altresì le nostre comuni impressioni su di un grande personaggio al quale era particolarmente legato: stiamo parlando di Bettino Craxi. Senza bisogno di dover aggiungere nulla a quanto da lui realizzato, a testimoniarlo sono in tanti e sicuramente più autorevoli di me, non posso non spendere parole di rammarico nei confronti di quanti si stanno prodigando nel tentativo di sminuire la grandezza dell’uomo. Ho visto pubblicate su alcune importanti testate nazionali vergognose vignette realizzate nell’assoluto disprezzo della vita umana. Un tentativo di seminare l’odio anche davanti alla sofferenza ed al lutto.

Buon viaggio grande Presidente, a Velletri, in Italia e nel mondo c’è tanta gente che ti ha voluto e ti vuole bene”

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