La rievocazione storica sull’Appia Antica curata dalla Parrocchia San Paolo di Velletri
di Don Flavio Peloso
Velletri (Rm) – La rievocazione del passaggio di san Paolo è stata promossa dalla Parrocchia San Paolo ai 5 Archi. Erano presenti anche Don Mauro De Gregoris, parroco precedente, e la signora Debora Rossi, consigliera comunale.
Paolo di Tarso, essendo cittadino romano, nel 60 d.C., fu condotto a Roma, per essere qui giudicato, con l’accusa di aver provocato disordini a Gerusalemme.
Dovette affrontare un viaggio di oltre 3500 km, tra pericoli e fatiche. Come raccontano gli Atti degli Apostoli, ai capitoli 27-28, nella primavera del 61 d.C., percorse l’Appia Antica da Pozzuoli, ove era sbarcato, fino a Roma. Passò dunque nel territorio della Parrocchia di San Paolo.

Una trentina di attori e di figuranti, parrocchiani, hanno ricostruito alcuni eventi principali di quel viaggio, con grande verità storica e partecipazione spirituale.
Sabato 29 giugno 2024, a distanza di oltre 2000 anni, la Parrocchia di San Paolo ha rievocato il passaggio di San Paolo con una rappresentazione sacra popolare. “Per noi è una forma di teatro sacro – ha spiegato Don Flavio Peloso, parroco – in un contesto di preghiera e di contemplazione per avvicinarci a san Paolo e sentirci contemporanei a quegli eventi, perché contemporanei sono il Vangelo e la Fede tramessi da San Paolo grazie a quel viaggio”.


Il viaggio di Paolo da Gerusalemme a Roma è descritto nel libro degli Atti degli Apostoli (cap. 23-28) e da qui don Flavio Peloso ha tratto la sceneggiatura della sacra rappresentazione. Gli attori sono stati guidati dalla regia di Gregory Specchi, tutti in vestiti d’epoca romana, con la cura di Nadia Vita. Molte altre persone si sono unite partecipando attivamente.

Il chilometro di Appia Antica che unisce la scuola “Mercatora” (via dei Fienili) alla scuola “Sole Luna” (via dei Cinque Archi 161), su cui passò l’apostolo Paolo, è stato percorso in un’ora con sosta in quattro stazioni:
- il palazzo del governatore romano Felice, a Cesarea,
- la casa di Publio a Malta ,che accolse Paolo dopo il naufragio,
- l’incontro al Foro Appio con i cristiani venuti da Roma,
- la sosta alla locanda delle Tre Taverne, presso l’attuale paese di Cisterna. L’ultimo atto della rievocazione è stato collocato nel piazzale della scuola Sole e Luna. Qui san Paolo, in catene, guardando Roma, si è consegnato sull’altare del sacrificio mentre, quasi in dissolvenza, è subentrato il sacerdote, don Flavio, per celebrare il sacrificio di Cristo, la santa Messa. Momento emozionante di grande suggestione simbolica e di verità cristiana.



La Messa è stata animata dai novizi di Don Orione; il parroco, all’omelia, ha tratto alcuni spunti di attualità dalla rappresentazione. “Anche la Velletri di oggi non è molto diversa dalla Roma incontrata allora da san Paolo: al ristretto numero di fratelli – così erano chiamati i cristiani – faceva riscontro una più vasta cerchia di simpatizzanti e la grande maggioranza di non credenti, distratti dai beni e dalle vanità quotidiane. La forza di attrattiva di quel pugno di lievito di cristiani fu l’amore di Dio e la speranza nella resurrezione che resero bella la loro vita. Guardate come si amano, dicevano tutti. L’amore fraterno era il segno convincente della fede. Questa memoria di San Paolo è anche profezia del nostro futuro oggi”.

Il pomeriggio si è concluso con un momento di ristoro che ha dato la possibilità di prolungare i pensieri e la gioia di quanto vissuto.
L’amicizia nel nome di san Paolo avrà espressione anche nella festa popolare, organizzata, nelle sere dal 4 al 7 luglio, nel campo di Prato di Maggio, con musica, giochi, gastronomia.





