- La scuola tra paura e regole da far rispettare. Le famiglie denunciano un clima sempre più teso.
- Lanciati durante la seconda ricreazione dopo un richiamo per il fumo. La RSU parla di intimidazione verso tutto il personale
di Bruno Trinca
Pomezia 30 settembre 2026 – Un richiamo per una sigaretta accesa nel cortile, e la risposta è una pioggia di sassi. È l’episodio che ieri 29 settembre ha riportato l’attenzione sull’Istituto di Istruzione Superiore di via Copernico a Pomezia.
Secondo il comunicato della RSU, durante la seconda ricreazione una docente è stata bersagliata da un gruppo di studenti dopo essere intervenuta per far rispettare il divieto di fumo.
Nel documento la rappresentanza sindacale definisce il gesto «delinquenziale» e ne sottolinea la gravità. Chiede che i responsabili siano individuati e che vengano adottati i provvedimenti previsti.

La RSU esprime solidarietà alla collega, indicata come «Prof.ssa V.», e legge l’accaduto come un atto intimidatorio. Non riguarderebbe solo l’insegnante colpita, ma tutto il personale scolastico chiamato ogni giorno a far rispettare le regole.
Un clima che, secondo le famiglie, era già teso: infatti l’episodio arriva in un momento delicato. Alcune famiglie riferiscono che da venerdì la situazione nell’istituto sarebbe diventata via via più difficile, con una maggiore presenza delle forze dell’ordine e, secondo le testimonianze raccolte, anche di unità cinofile.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali che chiariscano i motivi di questi controlli, né un collegamento diretto con quanto accaduto alla docente.
Tra i genitori cresce la preoccupazione. «Non è accettabile che studenti e professori debbano aver paura ad andare a scuola», è una delle frasi raccolte dopo il fatto, e sintetizza lo stato d’animo di una parte della comunità scolastica.
L’appello ai docenti è di parlarne in classe. La RSU non si limita alla denuncia. Invita tutti i docenti a discutere l’accaduto nelle proprie classi, per trasformarlo in un momento di riflessione e dialogo educativo.
La scuola, ribadisce, deve essere luogo di civiltà e rispetto delle regole, e nessuna forma di violenza è accettabile contro lavoratori della scuola o studenti.
Il sindacato annuncia inoltre ulteriori iniziative di sensibilizzazione rivolte alla comunità scolastica, perché episodi simili non si ripetano.
La vicenda va oltre il singolo fatto e apre un confronto su due esigenze. La prima, sostenuta dalla RSU e da molti genitori, è garantire a docenti e studenti di vivere la scuola in sicurezza, con regole rispettate.
La seconda è evitare che le conseguenze degli episodi più gravi ricadano indistintamente sull’intera popolazione studentesca, che nella grande maggioranza dei casi frequenta l’istituto con serietà.
L’IIS di via Copernico è un polo con più indirizzi: istituto tecnico, liceo scientifico a opzione scienze applicate e corsi serali. È diretto dalla dirigente scolastica Anna Coppolelli.
Un fatto come quello del 29 settembre, in un avvio d’anno che chi vive la scuola descrive come particolarmente difficile, chiama in causa la scuola stessa, le famiglie e le istituzioni.
Al centro c’è il rapporto tra disciplina, prevenzione e autorevolezza di chi insegna.
Resta da capire quali provvedimenti verranno adottati nei confronti degli studenti coinvolti e quali misure di sicurezza e di supporto educativo la scuola metterà in campo nei prossimi giorni.




