25 Ottobre 2026

Sermoneta: Premio Nazionale di Poesia Dialettale. Un successo!

  • Tre giorni di cultura, musica e tradizioni per la seconda edizione del Premio Nazionale di Poesia Dialettale “Città di Sermoneta” 2026
  •  Oltre 760 poesie in concorso, autori da tutta Italia e due premi speciali per valorizzare i dialetti, coinvolgendo giovani e detenuti.

di Dina Tomezzoli


Sermoneta 25 ottobre 2026 – Successo per «la tre giorni» dedicata alla poesia, alla cultura e alla valorizzazione dei dialetti italiani, che ha visto Sermoneta ospitare gli appuntamenti conclusivi della Seconda Edizione del Premio Nazionale di Poesia Dialettale “Città di Sermoneta”.

Nato da un’idea del dottor Dante Ceccarini e promosso da Unitre Sermoneta APS, in collaborazione con il Comune di Sermoneta e d’intesa con la Fondazione Roffredo Caetani, il concorso ha raccolto oltre 760 componimenti, confermando il valore della poesia dialettale come espressione della memoria e dell’identità culturale dei territori.

Il Premio si è articolato in quattro sezioni, dedicate alle sillogi inedite, alle poesie singole inedite, agli autori under 18 e alle poesie edite, affiancate da due riconoscimenti speciali:

il Premio intitolato al Gr. Uff. Luigi Torelli, già sindaco di Sermoneta, riservato ai poeti della provincia di Latina,

e  il  Premio “Versi di Dentro”, rivolto ai detenuti della Casa circondariale di Latina.

La manifestazione ha ottenuto l’adesione della Federazione Italiana delle Associazioni e dei Club per l’UNESCO e il patrocinio della Provincia di Latina.

«Come amministrazione comunale sosteniamo convintamente il premio nazionale Città di Sermoneta nella convinzione che il dialetto sia molto più di un semplice modo di parlare:

è l’anima e la storia viva di una comunità, un codice intimo che ne racchiude le tradizioni, i valori e l’identità più profonda. Ringraziamo per questo l’Unitre e tutti i partecipanti», ha dichiarato il sindaco Giuseppina Giovannoli.

Il programma si è aperto venerdì 23 a Palazzo Caetani con la cerimonia inaugurale, gli interventi del dottor Dante Ceccarini , scrittore e poeta dialettale, e del professor Giuseppe Massara dell’Università La Sapienza di Roma e la presentazione in anteprima nazionale del volume Gli Arcani Leccesi di Claudia Gaetani, pubblicato da Il Raggio Verde Edizioni, con l’intervento musicale di Mimmo Battista, Angelo Cassoni e Quirino Cifra.

Sabato 24, dopo la visita dei finalisti al Giardino di Ninfa, la chiesa di San Michele Arcangelo ha ospitato il “Meeting dialettale libero a più voci”, con l’intervento del professor Rino Caputo, letterato di fama internazionale, con momenti di confronto culturale e di accompagnamento musicale e teatrale con la Compagnia  Dietro le quinte di Latina.

Domenica 25, nella Sala del Cardinale del Castello di Sermoneta, si è svolta la cerimonia di premiazione. L’accoglienza, curata dall’Associazione Festeggiamenti Centro Storico, è stata accompagnata dall’esibizione degli Sbandieratori del Ducato Caetani.

Dopo i saluti istituzionali e gli interventi dei componenti della Giuria, l’attrice Amalia Avvisati ha letto in italiano le poesie premiate, con gli intermezzi musicali di Gianluca Masaracchio e Cosimo Ancona.

Per la Sezione A – Silloge inedita, il primo premio è stato assegnato a Marino Beltrame con De çerte cose, in dialetto savonese. Secondo classificato Silvio Ornella con L’aunàr de Liguria, in friulano occidentale, seguito al terzo posto da Pier Giulio Cantarano con 1912 – Prima de j’nferno, in dialetto di Roccagorga. Quarto posto per Giuseppe Tirotto con Puisii di un anno, in varietà sardo-corsa, e quinto per Roberto Stradiotto con De Rabia e de Smara, in veneziano.

Nella Sezione B – Poesia singola inedita, si è classificato al primo posto Emilio Filieri con Timme timme, in dialetto salentino. Al secondo posto Antonietta Crepaz con Ogni ousc conta, in ladino Fodom, idioma di Livinallongo del Col di Lana, in provincia di Belluno. Terzo classificato Gianluca D’Annibali con Tra lu lettu e lu piangitu, nel dialetto di Porto Sant’Elpidio. Quarto posto ex aequo per Alfredo Panetta con I Smirni a Cutrona, in calabrese, e Giuseppe Tirotto con L’anni migliori, in varietà sardo-corsa.

La Sezione C – Poesia singola inedita ragazzi ha visto il primo posto ex aequo di Rebecca De Lellis con La famija me, in dialetto di Norma, ed Emanuele Coniglio con ’No sugno, in sermonetano. Al terzo posto, a pari merito, Federica Donnarumma con Ju core de Normo mejo, in dialetto di Norma, e Gaia Cifra con Vojo la pace, in sermonetano. Quinto posto ex aequo per Francesco Iobbi con Jé, in sermonetano, ed Emma Liberati con L’amore, in dialetto di Norma.

Per la Sezione D – Poesia singola edita, il primo premio è andato a Giovanni Zeverino con Fenéstra stutäte, in dialetto pugliese di Santeramo in Colle. Seconda classificata Lucia Fusco con Tardiua dichiarazzione, in dialetto setino, seguita al terzo posto da Giuseppe Guidolin con Andàines de infinidu, in sardo logudorese-nuorese. Quarto posto per Micaela Marziantonio con La scala, nel dialetto della Tuscia viterbese, e quinto per Giampiero Fantigrossi con Uanità, in dialetto setino.

Il Premio speciale “Gr. Uff. Luigi Torelli, già sindaco di Sermoneta”, riservato ai poeti della provincia di Latina, è stato assegnato a Pier Giulio Cantarano per 1912 Prima de j’nferno/1913 j’nferno, in dialetto di Roccagorga. Al secondo posto Lucia Fusco con Tardiua dichiarazzione, in dialetto setino, e al terzo Giampiero Fantigrossi con Uanità, sempre in setino. Quarta classificata Lucia Pocci con La casa de nonnimi, in dialetto corese, e quinta Francesca Ulisse con Uoi faccio gli agni, in dialetto setino.

Infine, per il Premio speciale “Versi di Dentro”, riservato ai detenuti della Casa circondariale di Latina, il primo posto è stato conquistato da Anna con L’arij di Latina, seguita da Giusy con Chiazza du populu, in calabrese, da Miki con El viagio de la vita, in dialetto chioggiotto e da Giulia con E voc ro’ stadio, in napoletano.

La sezione ha confermato il valore della poesia come strumento di espressione, riflessione e condivisione. «Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, le istituzioni, le associazioni culturali e sociali, i volontari e  quanti hanno messo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze.

Grazie alla loro collaborazione e soprattutto al caloroso coro di voci poetiche, il Premio ha trasformato una ricchezza radicata nei singoli territori in un’occasione di incontro e di crescita culturale. Vi diamo appuntamento alla prossima edizione», ha dichiarato  la professoressa Anna Maria Fallongo, Presidente di Unitre Sermoneta APS.

La manifestazione si chiude così con un bilancio altamente positivo, confermando Sermoneta come punto d’incontro tra tradizioni linguistiche, cultura e partecipazione.

La varietà dei componimenti e la presenza di autori di diverse provenienze e generazioni testimoniano come i dialetti siano ancora una voce viva della cultura italiana, capace di raccontare luoghi, storie e identità, unitamente ad emozioni e sentimenti, e di trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio da custodire gelosamente e consapevolmente valorizzare .

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