- Blitz e sequestro nel cuore del quartiere Selva Nera alla periferia di Roma di un centro confezionamento vero e proprio a gestione familiare
- Un 38enne, sua madre di 63 anni e la fidanzata 20enne. Le accuse per i tre arrestati sono state spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti
di Mario Dal Monte
Roma, 14 agosto 2025 — Un’operazione antidroga condotta dalle forze dell’ordine ha portato alla luce un insospettabile centro di confezionamento della cocaina nel cuore del quartiere Selva Nera, alla periferia di Roma. A gestirlo non era una banda criminale tradizionale, ma una famiglia: madre, figlio e nuora, tutti coinvolti in un’attività di spaccio su larga scala.

Gli agenti, intervenuti dopo una lunga indagine, hanno fatto irruzione nell’appartamento dove hanno trovato:
- 10 chili di cocaina pura, suddivisa in panetti pronti per la distribuzione.
- 20 piastre in acciaio, utilizzate per marchiare i panetti con loghi diversi — un dettaglio che rivela un’organizzazione sofisticata, capace di personalizzare il prodotto per diversi mercati o clienti.
- 35 camere d’aria, 32 buste trasparenti con chiusura ermetica per sottovuoto, 10 rotoli di nastro adesivo e 2 rotoli in cellophane
L’abitazione era stata trasformata in un vero e proprio laboratorio: oltre alla droga e alle piastre, gli investigatori hanno rinvenuto bilancini di precisione, materiale per il confezionamento sottovuoto e strumenti per la lavorazione della sostanza. Il tutto gestito in modo apparentemente ordinato e sistematico, come se fosse un’attività imprenditoriale
Il ruolo della famiglia
Secondo le prime ricostruzioni, la madre avrebbe avuto un ruolo di supervisione, mentre il figlio e la nuora si occupavano della logistica e della preparazione dei panetti. L’uso di loghi diversi suggerisce che la famiglia fosse inserita in una rete più ampia, forse legata a gruppi criminali operanti nel traffico internazionale di stupefacenti.
I tre sono stati arrestati e condotti in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire la filiera di distribuzione e di individuare eventuali complici o clienti abituali. Non si esclude che l’appartamento fosse solo uno dei punti di smistamento di una rete più estesa.




