5 Ottobre 2026

Un cane robotico ha dentro un software che permette accesso remoto


Marco Camisani-Calzolari, #OPEN_TO_WORK

di Marco Camisani-Calzolari


8 aprile 2025

Londra – Un cane robotico armato e controllabile da remoto non è più fantascienza. Ma se quel cane arriva dalla Cina, ha dentro un software nascosto che permette l’accesso remoto non autorizzato, e viene venduto a chiunque online… forse dovremmo iniziare a preoccuparci davvero.

Parliamo di Unitree Go1, un robottino a quattro zampe che a prima vista sembra innocuo. È piccolo, agile, sembra uscito da un video virale su TikTok. Ma alcuni esperti di cybersecurity lo hanno smontato pezzo per pezzo e hanno trovato qualcosa di inquietante: un vero e proprio backdoor, cioè un accesso nascosto che permette a qualcun altro, dall’esterno, di prenderne il controllo. Senza password. Senza autorizzazione. Basta essere sulla stessa rete Wi-Fi. E in alcuni casi anche da remoto.

Capite il punto? Quando iniziano a girarne parecchi per strada, il rischio non è solo che vengano hackerati. Il rischio è che chi li controlla da remoto non si limiti a cancellare dati, come con un normale ransomware, ma li trasformi in armi vere. In oggetti pericolosi. In strumenti capaci di colpire persone, bersagli specifici, interi luoghi. Senza bisogno di un pilota, senza neanche sapere da dove arriva l’attacco. Un robot che si muove, pensa, agisce… e che può essere riprogrammato per fare del male.

E non serve aspettare il futuro: tutto questo è già possibile oggi. La sicurezza degli automi, dei robot intelligenti, dovrebbe essere il primo pensiero, non l’ultimo. Prima ancora della distribuzione, prima della vendita, prima del marketing. Perché quando la tecnologia inizia a muoversi da sola, è troppo tardi per pentirsi.

Nel frattempo su YouTube girano video in cui questi cani vengono modificati per sparare con fucili mitragliatori. C’è chi ci scherza sopra. C’è chi li usa nei campi di addestramento militare. E c’è chi se li porta a casa, ignaro del fatto che potrebbero essere già controllati da qualcun altro.

Unitree è un’azienda cinese e, come spesso succede, non ha risposto alle segnalazioni. Né ha pubblicato aggiornamenti di sicurezza. E mentre noi ci interroghiamo su che lavoro faremo tra dieci anni, c’è già chi potrebbe usare questi robot per spiare, sabotare, o peggio ancora, senza lasciare traccia.

La sicurezza non può più essere un dettaglio tecnico. Quando la tecnologia cammina, guarda, ascolta… e magari spara, allora la cybersecurity diventa una questione etica. E politica.

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