10 Marzo 2026

Velletri tra Rinascita e Degrado: in Lotta contro Abbandono e Illegalità

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  • Come una fenice, tenta di risorgere dalle proprie ceneri, pur nelle mille difficoltà quotidiane
  • Riportiamo fedelmente la lettera di un cittadino che “affronta alcune delle criticità più attuali del nostro territorio, con uno sguardo attento alle dinamiche sociali, urbanistiche e di sicurezza che stanno trasformando – nel bene e nel male – la città di Velletri. L’intento è quello di stimolare una riflessione pubblica e contribuire al dibattito civico, nella speranza che istituzioni e cittadini possano unire le forze per un futuro migliore

di Giuseppe Nicola Summa


Velletri (Rm) – Velletri, città che da secoli custodisce storia e tradizione, oggi vive un contrasto profondo tra il desiderio di rinascita e una quotidianità segnata da degrado, abusivismo e crescente insicurezza. Come una fenice, tenta di risorgere dalle proprie ceneri, spinta da un’amministrazione comunale attiva su più fronti, ma che appare ancora troppo spesso impreparata ad affrontare problemi ormai radicati.

Negli ultimi mesi si sono susseguite iniziative per modernizzare il centro, sono stati firmati nuovi provvedimenti dal sindaco e organizzate diverse manifestazioni cittadine. Tuttavia, cresce anche la pressione sulle attività commerciali gestite da cittadini italiani e stranieri che, tra mille difficoltà, cercano di operare nella legalità.


Il vero problema, però, sembra essere un “cancro” silenzioso che si diffonde nelle pieghe della città: affitti in nero, immobili non abitabili trasformati in alloggi, spesso riconducibili a noti ex politici locali. Emblematico il caso del vecchio forno in via Collicello, oggi trasformato in un’abitazione priva di autorizzazioni. In altre strutture provvisorie sono stati installati impianti di riscaldamento e condizionamento non a norma, in totale spregio delle normative vigenti.

Anche la questione dell’igiene urbana è preoccupante. In molte zone, i cestini destinati ai piccoli rifiuti vengono riempiti con interi sacchi di immondizia, senza che vi sia un controllo effettivo. Le strade, di giorno e di notte, si trasformano in circuiti improvvisati per auto e moto, senza dissuasori o telecamere che possano prevenire tragedie annunciate.

L’area intorno al McDonald’s, frequentata da tanti giovani, è diventata un punto critico: tra chi cerca semplici momenti di socialità si insinuano gruppi che impongono atteggiamenti violenti e prepotenti, approfittando dell’assenza di controlli. Il degrado è ancora più evidente nei pressi della stazione ferroviaria e in piazza Garibaldi, dove il senso di abbandono è ormai cronico.

Ma è nel cuore della città, in piazza Cairoli e sotto la Galleria Ginnetti, che la situazione appare più allarmante. Venerdì scorso, proprio sotto la galleria, si è verificata una violenta rissa tra giovani in evidente stato di alterazione, alimentata da alcol venduto con leggerezza e, con tutta probabilità, dall’uso di stupefacenti. Un ragazzo ha rischiato seriamente, e non si è registrato alcun intervento tempestivo da parte delle autorità.

Nella stessa serata, una giovane è stata molestata verbalmente da un gruppo di individui ubriachi. Il suo compagno, nel tentativo di difenderla, ha rischiato di essere aggredito. Nessuna pattuglia, nessun controllo.

E oggi, martedì 15 aprile, si è verificata una nuova escalation: uno scontro tra cittadini di origine Albanese e Marocchina è degenerato in minacce con coltelli e, a quanto pare, anche armi da fuoco. Fortunatamente la situazione si è placata, ma nessuno ha allertato le forze dell’ordine. Nessuna perquisizione. Nessun sequestro. Nessuna conseguenza.

I cittadini si mobilitano per le antiche fognature o per gli alberi non piantati – problemi senza dubbio rilevanti – ma non si può ignorare il bisogno urgente di sicurezza. Non è più possibile passeggiare con la propria famiglia senza timore o vivere la città di sera senza la paura di assistere a risse o, peggio, a episodi da cronaca nera.

Piazza Cairoli sembra aver perso la propria identità: più che un luogo di aggregazione, è ormai un simbolo di degrado. Forse è arrivato il momento di rinominarla, tristemente, “Piazza di Spaccio”.

Ai cittadini si rivolge un appello: denunciate. E al sindaco: apra gli occhi, chieda più controlli, più presenza sul territorio. Perché Velletri ha ancora la possibilità di rinascere. Ma per farlo, deve prima essere liberata dalle ombre che la soffocano.

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