- Dal 29 luglio all’11 settembre, la Compagnia Stabile Assai porterà il progetto “Vola pensiero mio” in sette carceri del Lazio, da Velletri a Cassino
di Gaia Paronesso
Velletri 31 luglio 2026 – Nel pomeriggio di ieri 30 luglio, il teatro “Enzo Tortora” della Casa Circondariale di Velletri ha dato vita allo spettacolo teatrale “Vola Pensiero Mio”, cinvolgendo oltre 150 detenuti, il personale della Polizia Penitenziaria, la direzione dell’isitituto e gli operatori dell’Area Giuridico-Pedagogica.
Tale iniziativa è nata dal penitenziario Cisternese con il progetto “Un’Estate per le Istituzioni” promossa dal CNEL, dal Ministero della Giustizia e dal Provvedimento Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria del Lazio, Abruzzo e Molise diretto dal dott. Giacinto Siciliano.

Ad accogliere i partecipanti sono state: la direttrice della Casa Circondariale Anna Rita Gentile e la responsabile dell’Area Giuridico-Pedagogica Sabrina Falcone. Sul palco si sono esibiti gli artisti della Compagnia Teatrale Musicale “Stabile Assai”, guidata dalle note del chitarrista e fondatore Antonio Turco, un noto educatore dell’istituto penitenziario di Rebibbia che da anni si dedica nel promuovere il teatro e la musica come strumenti di reinserimento sociale.
Stabile Assai”,
la storica Compagnia di teatro penitenziario formata da ex detenuti, operatori sociali e artisti professionisti
L’iniziativa ha rappresentato un momento di forte convolgimento soprattutto con la partecipazione attiva di alcuni detenuti i quali hanno preso parte allo spettacolo come attori e narratori. È stato un momento di conforto e di socializzazione resa possibile grazie alla collaborazione della Polizia Penitenziara e di tutto il personale educativo dell’istituto veliterno.
Al termine dello spettacolo, Antonio Turco ha ricordato i risultati ottenuti in questi anni: “Oltre 630 detenuti sono riusciti a uscire dalle carceri del Lazio per partecipare a spettacoli itineranti, benificiando delle misure previste dalla legge e trovando, in molti casi, un’opportunità di lavoro e di reinserimento nella società.”
Quest’esperienza conferma come la cultura possa diventare uno strumento di riscatto per i detenuti che affrontano un percorso di rieducazione auspicando nel reinserimento sociale.




