Web e giochi online, ‘strumenti da utilizzare non una trappola in cui cadere’

“Molto coinvolgente e partecipato e’ stato l’incontro con l’Arma dei Carabinieri e gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di I grado. E’ stata davvero una lezione di vita per i nostri ragazzi”


Lariano (Rm) – Molto educativo, formativo e coinvolgente l’incontro organizzato dall’Istituto Comprensivo di Lariano con i ragazzi delle terze classi. Hanno partecipato all’evento il Tenente Rita Zacchia, comandante del nucleo operativo e radiomobile di Velletri e il Luogotenente Giuseppe Palmeri, comandante della stazione dei Carabinieri di Lariano oltre il sindaco Francesco Montecuollo e la preside dell’Istituto, la dottoressa Patrizia Fiaschetti.

Lo stesso ha dichiarato: “Questa mattina ho partecipato, all’Istituto Comprensivo, a un incontro con i ragazzi su tematiche molto importanti per me, come Sindaco e come padre: l’utilizzo del web e dei giochi on line e l’utilizzo corretto dei social media da parte dei giovani.

Parlando ai nostri ragazzi, ho voluto sottolineare che la loro generazione ha un’arma potentissima in mano: internet e i social media. Questi strumenti, infatti, aprono a enormi opportunità ma è necessario utilizzarli con attenzione perché hanno in sé anche limiti e pericoli.

I social media sono come i farmaci, senza di loro il mondo non sarebbe lo stesso ma, se presi male, possono arrecare danni serissimi a noi e anche agli altri e in alcuni terribili casi, portare addirittura alla morte.

Su internet è fondamentale usare il buon senso, a maggior ragione considerando che non possiamo mai essere certi di chi ci sia “dall’altra parte”.

Un appello che ho fatto, poi, ai nostri giovani presenti all’incontro è di tenere sempre a mente il rispetto per gli altri nella vita e ancora di più sul web.

Perché quando pensiamo di fare un semplice commento su un social o in una chat, magari cattivo o offensivo, dobbiamo ricordarci che rimarrà per sempre online e che quel dolore che provochiamo si può moltiplicare.

Dobbiamo avere bene in testa questo concetto: per qualcuno proviamo affetto, per altri meno, per qualcuno amore, per altri meno, ma per tutti dobbiamo provare rispetto.

Questa è la base della convivenza civile e possiamo immaginarci come in una serie di cerchi concentrici: noi, la nostra famiglia, i nostri amici e tutti gli altri.

Ognuno nel suo cerchio, ognuno nel suo spazio ma ognuno accanto all’altro, nel rispetto di tutti”.

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