18 Agosto 2026

Zona Franca Doganale, il Lazio Sud accelera: cos’è e a che punto siamo

  • Non è un bonus nè un incentivo a termine. E’ legge, non ha scadenza ed alleggerisce il peso dello Stato
  • Un vantaggio strutturale che rafforza imprese, export e manifattura con maggiore flessibilità operativa e logistica

di Milo De Filippis


Lazio Sud 17 agosto 2026 – Da mesi si parla della Zona Franca Doganale (ZFD) come dello strumento chiamato a cambiare il volto economico delle province di Latina e Frosinone.

Non un bonus, non un fondo a scadenza, ma una misura strutturale che, spostando in avanti il momento del pagamento di dazi e imposte alla dogana, punta a rendere il Lazio Sud più competitivo rispetto ai territori inseriti nelle Zone Economiche Speciali (ZES) circostanti.

Ecco cos’è, come funziona e a che punto è arrivato l’iter.

Una Zona Franca Doganale è un’area in cui le merci provenienti da Paesi extra-UE possono entrare, essere stoccate e lavorate senza che scattino immediatamente dazi, IVA e accise.

Le imposte si pagano solo nel momento in cui la merce – ormai trasformata in prodotto finito – viene immessa sul mercato europeo; se invece riparte verso l’estero, non paga nulla.

È una differenza sostanziale rispetto ai regimi di vantaggio più noti come le ZES (Zone Economiche Speciali) o le ZLS (Zone a Logistica Semplificata), che agiscono soprattutto attraverso sconti fiscali e semplificazioni burocratiche: la ZFD, invece, incide direttamente sui flussi di cassa delle imprese, permettendo loro di trattenere liquidità da reinvestire fino al momento della vendita del prodotto.

A differenza di ZES e ZLS, che hanno carattere temporaneo o necessitano di rifinanziamenti, la Zona Franca Doganale non ha scadenza: è legge dello Stato dal 1° gennaio 2026, non richiede decreti attuativi ed è operativa non appena l’Agenzia delle Dogane ne approva la perimetrazione.

Per il Lazio si tratta di un caso senza precedenti nella storia repubblicana: mai prima d’ora era stata istituita un’area doganale dedicata a una singola regione, resa possibile dal fatto che il Lazio è l’unica regione italiana interamente circondata da zone ZES, con il rischio di uno svantaggio competitivo strutturale per le imprese del territorio.

Perché nasce nel Lazio Sud

L’iniziativa porta la firma del senatore Nicola Calandrini, che l’ha seguita in Commissione Bilancio al Senato fino all’approvazione dello scorso dicembre.

Il punto di partenza, secondo quanto raccontato dallo stesso Calandrini, risale al 29 aprile 2025: in visita a un’azienda agricola del territorio insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un imprenditore locale aveva paventato la sospensione di assunzioni e investimenti a causa dell’instabilità dei dazi internazionali innescata dalle politiche commerciali dell’amministrazione Trump.

Un allarme non isolato, in un territorio che pesa parecchio sui conti dell’export regionale: Latina e Frosinone insieme varrebbero come una tredicesima regione italiana, generando il 53% dell’export laziale, pari a 9,5 miliardi di euro sui 18 complessivi.

Tra i beneficiari attesi ci sono le grandi filiere manifatturiere del territorio, a partire dall’automotive: lo stabilimento Stellantis di Cassino, che riceve componentistica da fornitori nordafricani per la produzione di Giulia, Stelvio e Grecale, e il nuovo stabilimento Dr Automobiles di Anagni, sorto sull’area ex Saxa Gres, che si rifornisce in gran parte dalla Cina.

Per entrambi la ZFD sposterebbe il pagamento di dazi e IVA dal momento dell’arrivo dei materiali a quello della vendita del prodotto finito, riducendo lo svantaggio competitivo rispetto a stabilimenti concorrenti già inseriti in aree ZES.

Il fulcro geografico dello strumento è il porto di Gaeta, indicato da più voci istituzionali come un potenziale nuovo hub logistico nel Mediterraneo, ma la misura – secondo quanto annunciato – non resterà isolata al solo scalo gaetano: si aprirà “a raggiera” ad altre imprese del territorio purché ricadano nel perimetro individuato.

A che punto siamo: l’iter di perimetrazione

Dopo l’entrata in vigore della legge e la presentazione pubblica di inizio febbraio 2026 in Camera di Commercio a Latina — alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del presidente della Camera di Commercio Giovanni Acampora, del viceministro dell’Economia Maurizio Leo e del presidente dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale Raffaele Latrofa — l’iter è entrato nella fase attuativa.

La procedura di istituzione di una ZFD prevede infatti due fasi distinte: l’identificazione e delimitazione dell’area, con approvazione della perimetrazione da parte del Direttore dell’Agenzia delle Dogane entro 60 giorni dalla proposta, e la successiva definizione delle condizioni operative.

Nella primavera 2026 il Consorzio Industriale del Lazio ha avviato la raccolta delle manifestazioni di interesse da parte delle imprese, insieme ai primi incontri tecnici con l’Agenzia delle Dogane.

La Regione ha pubblicato un primo avviso pubblico, con scadenza ad aprile, per raccogliere le adesioni delle imprese interessate a insediarsi nelle future Zone Franche Doganali intercluse del Basso Lazio.

Vista l’ampia partecipazione, con determinazione del 7 luglio 2026 la Regione ha riaperto i termini per un ulteriore periodo di 90 giorni, fissando la nuova scadenza al 7 ottobre 2026 per la presentazione di nuove manifestazioni di interesse da parte di operatori economici pubblici e privati, restando comunque valide tutte le domande già presentate in precedenza.

Le aree candidate individuate dal piano regionale comprendono i poli industriali di Latina e Frosinone e gli scali di Gaeta e Formia, in un disegno che si integra con la Zona Logistica Semplificata del Lazio – già operativa, con le domande per i relativi crediti d’imposta (tra il 25% e il 35% sugli investimenti 2026) aperte per 64 comuni, compresa Roma.

Secondo gli annunci regionali, le Zone Franche Doganali di Latina e Frosinone dovrebbero diventare pienamente operative entro la fine del 2026, con una dotazione dedicata alla reindustrializzazione che comprende anche una riserva regionale da 120 milioni di euro.

A un recente incontro istituzionale sul tema hanno preso parte, oltre alla vicepresidente della Regione Roberta Angelilli (assessore allo Sviluppo Industriale), anche il prefetto di Latina Vittoria Ciaramella e la sindaca di Latina Matilde Celentano, a conferma di un tavolo che coinvolge ormai stabilmente istituzioni locali, regionali e nazionali. I

l messaggio emerso è che la ZFD per l’area vasta Frosinone-Latina “è ormai realtà”: la fase in corso, ribadita da più voci, è quella della perimetrazione e della “messa a terra” dello strumento.

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