Identificato e arrestato grazie alle telecamere di videosorveglianza, Simone Borgese, 39 anni, ora è ai domiciliari. Era uscito dal carcere di Rieti tre anni fa dopo aver scontato una pena di oltre sette anni
di Redazione
Roma (Rm) – Le ha chiesto un’indicazione stradale. In realtà il conducente dell’auto voleva tutt’altro. Ore di terrore per una studentessa di 26 anni, vittima di violenza. I fatti risalgono a un mese fa ma l’uomo, 39enne, romano, ora è stato arrestato.
E’ sera. La ragazza è in via della Magliana, Roma, alla fermata degli autobus. Lui si ferma con il veicolo, le chiede come arrivare a un determinato indirizzo. Quando lei gli mostra quanto chiesto su una mappa attiva sul cellulare, l’uomo fa leva sulla compassione. “Sto bloccando il traffico, ho il cellulare scarico”: le scuse per invitarla a salire – in tutta fretta – a bordo. La giovane, vedendolo in difficoltà, accetta.

E’ l’inizio dell’incubo.
Quello che sembra solo un uomo apparentemente innocuo e a disagio cambia volto. Si avvia verso una zona buia e isolata. Non quella per la quale aveva chiesto indicazioni. Si fa prestare il cellulare da lei per un paio di chiamate che vanno a vuoto. Poi il ricatto e le molestie. “Non ti restituisco lo smartphone se non fai quello che dico”. Pesanti atti sessuali vengono imposti alla giovane, spaventata e intimorita.
Poi rispetta la macabra promessa. Le restituisce il telefono e la riaccompagna nei pressi di Villa Bonelli. Le immagini di videosorveglianza sulle strade percorse contribuiscono all’identificazione, confermata poi dalla studentessa. Su un album mostratole dagli agenti di polizia del distretto San Giovanni, che indagano, lo riconosce.
Scatta l’arresto. Il 39enne ora è in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata.





