6 Agosto 2026

La tragedia di Satnam Singh fa riflettere sulle responsabilità

Non ce l’ha fatta l’indiano abbandonato a se stesso come uno ‘scarto’ ma il gesto disumano e vergognoso sia di monito per la sicurezza e la salvaguardia dei diritti di ogni lavoratore

di Redazione


Cisterna (Lt) – Una tragedia ha colpito la comunità di Latina, dove il lavoratore agricolo indiano di 31 anni, Satnam Singh, non ce l’ha fatta ed è morto in seguito all’incidente sul lavoro. Singh è stato abbandonato in strada a Cisterna di Latina con un gesto vergognoso, dopo aver perso un braccio. Nonostante sia stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Camillo di Roma, i medici non sono riusciti a salvarlo e hanno dichiarato la sua morte cerebrale.

Le indagini sono in corso per accertare le cause dell’incidente. Singh potrebbe essere stato agganciato da un macchinario avvolgi plastica a rullo, trainato da un trattore, che gli ha tranciato il braccio destro e schiacciato gli arti inferiori. Dopo l’incidente, è stato abbandonato vicino alla sua abitazione, mentre il braccio tranciato è stato lasciato in una cassetta per la raccolta degli ortaggi.

Antonello Lovato dell’azienda agricola Lovato in via del Passo a Borgo Santa Maria in provincia di Latina «non era in preda alla paura». Anzi. E dopo aver scaricato il corpo di Navi davanti casa sua si è fatto una doccia, ha lavato il pullmino dal sangue di Navi e ha cercato due avvocati. Anche se la moglie Alisha detta Soni lo aveva pregato di portare il marito in ospedale. A dirlo è un testimone che ha trascorso il pomeriggio di ieri a parlare con i carabinieri. La procura di Latina accusa il figlio di Renzo Lovato di omicidio colposo, omissione di soccorso e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Mentre la moglie ha confermato  che a tutti sono stati tolti i cellulari per evitare che si chiamassero i soccorsi.

Il sindaco di Latina, Matilde Celentano, ha espresso il suo cordoglio per la morte del lavoratore e ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nel futuro processo. Ha sottolineato che l’incidente rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali, della dignità umana e delle norme sulla sicurezza dei lavoratori. Ha inoltre promesso che il Comune si impegnerà nella lotta contro il caporalato, che è diventato una piaga vergognosa.

Bruno Giordano, ex direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro e padre della legge contro il caporalato, ha posto una domanda provocatoria: “Chi chiederà perdono per Satnam Singh?”. Ha sottolineato le condizioni disumane in cui lavorano molti lavoratori stranieri irregolari, costretti a lavorare senza sicurezza, dignità e speranza per un salario minimo.

Questa tragedia mette in luce le gravi conseguenze che possono derivare dalla mancanza di sicurezza sul lavoro e dalla mancanza di rispetto per i diritti dei lavoratori. Il datore di lavoro potrebbe affrontare gravi conseguenze legali, compresa la responsabilità penale per l’incidente e per non aver fornito un ambiente di lavoro sicuro. Inoltre, potrebbe essere tenuto responsabile per non aver prestato soccorso a Singh dopo l’incidente. Questo caso sottolinea l’importanza di garantire la sicurezza dei lavoratori e di rispettare i loro diritti fondamentali.

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