Massiccia campagna di furti di Sms infetta i dispositivi Android: i criminali usano malware per rubare le password
di Luigi Alerti
Roma (Rm) – Secondo quanto riportato da BleepingComputer, i truffatori stanno utilizzando migliaia di bot Telegram per infettare i dispositivi delle vittime con un malware in grado di rubare dagli sms le password OTP di oltre 600 servizi diversi. A scoprire per primi questa gigantesca truffa sono stati i ricercatori della società di sicurezza informatica Zimperium, che da febbraio 2022 hanno monitorato l’attività dei criminali, identificando “oltre 107.000 campioni di malware” associati alla campagna. Ma come funziona davvero la truffa che sta colpendo gli utenti Android di ben 113 paesi in tutto il mondo?

Anzitutto, per attaccare i dispositivi con il cosiddetto “SMS stealer” – ossia il malware in grado di rubare dati dagli sms ricevuti dagli utenti – i criminali utilizzano due diverse modalità:
- attraverso annunci pubblicitari creati ad hoc, spingono gli utenti a pagine che imitano alla perfezione Google Play, in modo che questi possano scaricare il malware.
- Oppure, come anticipato, sfruttano i bot Telegram che promettono di fornire un’applicazione pirata per la piattaforma Android, chiedendo il numero di telefono prima di condividere il file APK, attraverso cui il malware infetta il dispositivo della vittima.

A questo punto, una volta che i dispositivi Android vengono infettati, il gioco è fatto. I ricercatori di Zimperium, infatti, hanno scoperto un collegamento tra alcuni dei malware utilizzati dai truffatori e il sito web fastsms.su, che permette ai visitatori di acquistare l’accesso virtuale a numeri di telefono di paesi stranieri. Una volta scelto il numero di proprio interesse, il truffatore può utilizzarlo come preferisce nelle sue attività criminali, perché il malware “trasmette messaggi sms dal dispositivo infetto a uno specifico endpoint API su questo dominio”, con una particolare attenzione alle password OTP, “probabilmente utilizzate per l’autenticazione a due fattori su account o servizi associati ai numeri di telefono rubati”.




