16 Aprile 2026

Report su Rai 3: Il Termovalorizzatore dei Castelli tra dubbi e perplessità

Perplessità e dubbi sull’effettiva necessità dell’impianto anche nella nota trasmissione di Rai 3 che ha puntualizzatole criticità e paure per la salute dei cittadini


di Daniele Favale


Velletri (Rm) – La trasmissione Report di Rai 3, andata in onda nella serata di domenica 15 dicembre condotta da Sigfrido Ranucci, ha recentemente dedicato un ampio approfondimento alla questione del Termovalorizzatore dei Castelli Romani, un progetto che solleva molteplici interrogativi.

Il Termovalorizzatore, voluto dal Comune di Roma, AMA (Azienda Municipale Ambiente) e ACEA (Azienda Comunale Energia e Ambiente), è destinato a diventare un elemento centrale nella gestione dei rifiuti della Capitale, soprattutto con l’approssimarsi del Giubileo del 2025, quando la città sarà chiamata a gestire un aumento significativo dei rifiuti a causa dell’afflusso di pellegrini e turisti provenienti da tutte le parti del mondo.

La vicenda affonda le sue radici nel 2022, quando AMA ha acquisito dei terreni nella zona dei Castelli Romani, una località situata a sud di Roma, per avviare la costruzione di un impianto di termovalorizzazione. I terreni sono stati poi affidati ad ACEA, la quale, oltre ad essere un attore nel settore energetico e idrico, avrebbe dovuto gestire la realizzazione dell’impianto. Secondo quanto emerso dal reportage di Report, la scelta di questa zona ha sollevato non pochi dubbi, sia per quanto riguarda la sua adeguatezza geografica che per la trasparenza delle procedure che hanno portato a questa decisione.

Il progetto di realizzare un Termovalorizzatore nei Castelli Romani è stato presentato come una soluzione urgente per gestire l’emergenza rifiuti a Roma, soprattutto in vista dell’evento straordinario del Giubileo 2025. La capitale, infatti, si trova di fronte alla necessità di incrementare la capacità di smaltimento dei rifiuti, ma l’impianto, che prevede la combustione dei rifiuti per produrre energia, ha suscitato numerose preoccupazioni. Il reportage, condotto dalla giornalista De Pasquale, ha messo in luce le stranezze del processo decisionale, evidenziando le opacità nella selezione della localizzazione, nelle modalità di acquisto dei terreni e nella gestione del progetto. In particolare, è stato sottolineato il coinvolgimento di ACEA, che ha avuto accesso a terreni precedentemente acquisiti da AMA, creando una dinamica che ha alimentato sospetti di conflitti di interesse.

La trasmissione ha sollevato perplessità circa l’effettiva necessità di un nuovo termovalorizzatore, visto che Roma già dispone di impianti per lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre, sono emersi dei dubbi sulla gestione delle risorse e sull’impatto ambientale dell’impianto, in un territorio che potrebbe subire un significativo inquinamento a causa delle emissioni prodotte dalla combustione dei rifiuti.

La cittadinanza e numerosi esperti hanno espresso preoccupazioni per i rischi legati alla salute pubblica e all’ambiente, ma anche per il fatto che il progetto, pur essendo di interesse pubblico, sembra essere stato gestito in modo poco trasparente. Sigfrido Ranucci, durante la puntata, ha raccontato come il progetto del Termovalorizzatore sia stato accantonato per anni, salvo poi essere ripreso con grande accelerazione a ridosso del Giubileo, sollevando il sospetto che si tratti di una soluzione dettata più da pressioni politiche e da esigenze di visibilità che da un’effettiva necessità impellente.

Un altro punto centrale sollevato dalla trasmissione riguarda il ruolo di ACEA, che non solo si occupa della gestione dei terreni, ma è anche coinvolta nella realizzazione e nella gestione dell’impianto. La domanda che è emersa è se un progetto di tale portata, che interessa direttamente la salute e il benessere dei cittadini, possa essere gestito da un soggetto che ha interessi economici diretti nel processo. Il caso del Termovalorizzatore dei Castelli Romani è solo uno degli aspetti di una discussione più ampia su come Roma, e in generale le grandi città italiane, stanno affrontando la gestione dei rifiuti in modo sostenibile.

Mentre il Comune di Roma e le aziende coinvolte sostengono che il termovalorizzatore sia una soluzione indispensabile per garantire il corretto smaltimento dei rifiuti, gli esperti, le associazioni ambientaliste e la cittadinanza chiedono maggiori garanzie sulla trasparenza, sull’impatto ambientale e sulla reale necessità di tale impianto.

In questo scenario di dubbi e contraddizioni, Report ha gettato un’ulteriore luce sulle problematiche legate alla gestione dei rifiuti a Roma, stimolando un dibattito pubblico che potrebbe influire sul destino di questo controverso progetto.

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