Il presepe, ‘dimensioni ambientali, 2024’ rappresenta per l’artista un momento di spiritualità essenziale, contemporanea, rivolta al futuro con profonde radici dal passato
Riportiamo una pillola di riflessione che Vincenzo Pennacchi, artista di sensibilità unica, ha voluto condividere con la comunità
di Vincenzo Pennacchi
Velletri (Rm) – In questi ultimi giorni ho riesaminato le icone contemporanee, esposte recentemente presso l’Area Archeologica delle SS. Stimmate di Velletri e successivamente alla fiera internazionale Roma Arte in Nuvola, che incarnano l’introspettivo rapporto con il sacro in costante rielaborazione nel mio percorso artistico.
L’idea di porle in relazione tra loro rimanda al significato originario del termine religio e si connette naturalmente al presepe, realizzato da mio padre ogni dicembre trascorso su questa terra.


Da qui il titolo dell’installazione, ‘Papà faceva il presepe‘, come rimando verso il passato e dedica rivolta al futuro.

Si tratta di un presepe essenziale, composto da soli tre personaggi: la Madonna, San Giuseppe e il Bambino Gesù.
La culla è un lavatoio spirituale interamente costituito da specchi, che ampliano la visione e il significato della nascita del Redentore.
A sua volta, il Bambino appare straziato e privo della testa: è un invito a riflettere profondamente sul periodo di forte crisi spirituale che stiamo attraversando, nonché a risanare nei nostri cuori l’anima del Salvatore attraverso azioni concrete di perdono e di solidarietà.
Infine, in un tempo di criticità sistemiche e guerre incessanti, è un grido di speranza rivolto ai potenti della terra affinché perseguano la pace nel rispetto della dignità e della vita umana.
VINCENZO PENNACCHI (note biografiche)
Vincenzo Pennacchi (Velletri, 1955), dopo una laurea scientifica e una formazione sul teatro di Grotowski, all’inizio degli anni Novanta si è avvicinato alla pratica artistica in risposta a un’esigenza esistenziale.

Da circa trent’anni sviluppa le sue tematiche attraverso percorsi che attivano un dialogo costante tra pittura e scultura, mettendole in relazione con ambienti sempre nuovi.
Il suo rapporto con le immagini è fortemente caratterizzato da un approccio esperienziale e viene indagato attraverso l’utilizzo di numerosi materiali (tela, carta, lamiera, specchio, legno e plexiglass).
Ha partecipato a progetti artistici, ha esposto in Musei e gallerie nazionali e internazionali.
Recentemente, ha inaugurato il suo archivio (fisico e digitale). Con la recente mostra ‘Cronaca a n! dimensioni,’ curata da Gabriele Perretta, ha riaffermato la continuità tra sapere scientifico e umanistico.




