22 Luglio 2026

I modelli linguistici che alimentano l’AI dovrebbero essere di proprietà pubblica

  • Il futuro della conoscenza pubblica si basa sulla creazione di LLM ad accesso aperto, guidati dall’etica piuttosto che dal profitto, scrive il Prof. Dott. Matteo Valleriani
  • “Così come non esternalizzeremmo i nostri archivi nazionali o i programmi scolastici a società private, non dovremmo affidare loro le nostre tecnologie interpretative più potenti”

del Prof. Dott. Matteo Valleriani


Roma (Rm) – I modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) si sono rapidamente affermati nel panorama della ricerca storica. La loro capacità di elaborare, annotare e generare testi sta trasformando i flussi di lavoro accademici. Eppure, gli storici si trovano in una posizione privilegiata per porsi una domanda più profonda: chi possiede gli strumenti che plasmano la nostra comprensione del passato?

Oggi, i Master in Lettere più prestigiosi sono sviluppati da aziende private. Sebbene i loro investimenti siano significativi, i loro obiettivi – focalizzati sul profitto, sulla crescita della piattaforma o sul controllo della proprietà intellettuale – raramente si allineano con i valori della ricerca storica: trasparenza, riproducibilità, accessibilità e diversità culturale.

Ciò solleva serie preoccupazioni riguardo

  • a) opacità: spesso non abbiamo una visione approfondita dei dati di formazione e dei pregiudizi incorporati,
  • b) instabilità: i termini e le capacità di accesso possono cambiare senza preavviso e
  • c) diseguaglianza: molti ricercatori, soprattutto in contesti con risorse minori, sono esclusi.

È tempo di creare Master in Lettere (LLM) pubblici e ad accesso aperto per le discipline umanistiche, basati su corpus curati, multilingue e storicamente fondati, provenienti dalle nostre biblioteche, musei e archivi.

Questi modelli devono essere trasparenti, responsabili nei confronti delle comunità accademiche e sostenuti da finanziamenti pubblici. Costruire tali infrastrutture è impegnativo ma cruciale. Così come non esternalizzeremmo archivi nazionali o programmi scolastici a aziende private, non dovremmo affidare loro le nostre tecnologie interpretative più potenti.

Le discipline umanistiche hanno la responsabilità – e l’opportunità – di creare un’intelligenza artificiale culturalmente consapevole e accademicamente fondata. Non solo utilizziamo gli LLM in modo responsabile, ma li possediamo anche in modo responsabile.

L’integrità accademica e il futuro della conoscenza pubblica potrebbero dipendere da questo.

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